Il Fondo

Le cooperative sanitarie ci salveranno

Di Monotone Photographic Print; Lancashire Evening Telegraph/Cotton Town Project [1], Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=741586

Siamo davvero con l’acqua alla gola, la carenza di medici e infermieri rischia di far saltare la sanità territoriale ed in alcune zone del Paese crea difficoltà enormi all’assistenza ospedaliera, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza-urgenza. Ormai sembra certo, l’attuale organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale con le sue regole ed i suoi finanziamenti non è più sufficiente a risolvere, almeno a breve, il problema che si ripercuote drammaticamente sull’assistenza ai cittadini. Per tale motivo le cooperative sanitarie rappresentate dalla loro associazione hanno costituto un gruppo di lavoro per affrontare anche il tema dello sviluppo delle professioni mediche e infermieristiche, ma stante le cose e visti i 100.000 sanitari a gettone distribuiti sull’intero territorio nazionale, direi solamente attraverso lo strumento cooperativo. Come? Beh pare ci sia un progetto già formalizzato che come primo atto, ad esempio, abbia preso le distanze dalle modalità di ingaggio del personale medico e infermieristico con metodi che favoriscono pratiche speculative ai danni del Servizio Sanitario Nazionale: senza programmazione, con impatti negativi sugli assistiti, sui professionisti, sugli operatori privati e sul sistema nel complesso. Insomma, si pone addirittura l’obiettivo di sorvegliare sulle norme che distinguono l’appalto di servizi a partire dall’ingaggio di personale, per evitare il ricorso a procedure di gara al ribasso applicando i minimi contrattuali previsti dalle parti sociali più rappresentative a livello nazionale. Accidenti che altruismo! E non solo, tutto ciò è stato progettato a tutela dei professionisti, della cooperazione tra loro, ma soprattutto degli assistiti, per mantenere la qualità e la tempestività dei servizi. Per farlo metteranno a punto proposte condivise per contribuire alla soluzione della carenza di professionalità sanitarie sul territorio seguendo quattro direttrici: la valorizzazione dell’attività libero professionale, la revisione degli attuali vincoli di esclusività con il Servizio Sanitario Nazionale, lo sviluppo di aggregazioni e organizzazioni degli operatori in cooperativa ed infine la definizione di nuove professionalità sanitarie. Una sorta di ministero ‘figlio’ che suggerisce, aiuta, risolve e perfino pianifica il lavoro del ministero ‘madre’! Senza dimenticare la necessità di sostenere, riconoscere e implementare i percorsi formativi per valorizzare le professioni impegnate nell’assistenza sul territorio, comprese le collaborazioni con il mondo imprenditoriale e con le relative associazioni di rappresentanza. Ora, sono parecchi a ritenere che una volta stabilite le regole lo strumento sia percorribile…ecco perché pensiamo che le cooperative sanitarie ci salveranno!