Guardando la pubblicità della serata-documentario su Mussolini mi viene da pensare.
Quante cose sappiamo su certi momenti storici, quante sfumature. I pensieri più intimi dei protagonisti, scritti nei diari; e conosciamo nei particolari tutti gli avvenimenti. Certe epoche praticamente le conosciamo più della nostra, e questo è merito esclusivo di tutta la carta che ci è rimasta.
Oggi invece ci stiamo costruendo un nuovo Medioevo: un’epoca cioè di cui scarseggeranno le fonti scritte e si saprà poco. Tutto quello che scriviamo su internet non rimarrà, i nostri siti durano giusto qualche anno, i nostri hard disk hanno una determinata durata dopodiché saranno illeggibili, così tutti i dischi e le chiavette, i giornali online saranno sostituiti da altri.
Cosa rimarrà di noi? Solo quello che scriveremo su carta, ovvero niente. Tutte le nostre tribolazioni di una vita finiranno nel cestino.
Per questo è così importante tenere in vita archivi storici come quello di Radio Radicale, i giornali cartacei, i libri. Per questo il Salone del Libro è così importante.
E invece i contributi all’editoria vengono tagliati, i giornali cartacei muoiono, e noi ci condanniamo – con internet – a vivere in un “eterno presente” di cui i nostri figli e nipoti non conosceranno niente.
Enrico Maria Pedrelli