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L’Europa: il diavolo e l’acqua santa

Foto wikipedia - By © European Union, 2024, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=155890494

L’espressione “il diavolo e l’acqua santa” descrive opposti inconciliabili, totalmente in contrasto tra loro, che non potranno mai trovare un accordo. Probabilmente, il detto trae origine dalle pratiche esorcistiche, dato che il diavolo, secondo le credenze religiose, teme l’acqua benedetta. Questo ossimoro si usa dunque per indicare persone o situazioni irrimediabilmente incompatibili. Non è una ripetizione casuale, ma volutamente ossessiva, quella dei due termini in coppia: serve a sottolineare il pasticcio generato dall’esecutivo appena insediato al Parlamento Europeo, approvato con una maggioranza risicata, appena il 51%, la più bassa nella storia dell’Unione. Mai, infatti, si era vista una coalizione così eterogenea e confusa. Le elezioni di giugno sono state vinte dai Socialisti e dai Liberali insieme, mentre le Destre, pur ottenendo un ottimo risultato, non sono riuscite a raggiungere i numeri necessari per formare una maggioranza. Il risultato? Un intricato compromesso che, a detta di molti, non convince. E ora Bruxelles dovrebbe spiegare come mai si sia voluto, a tutti i costi, imporre come Vicepresidente esecutivo e Commissario una figura come Fitto. A meno che quest’ultimo non si sia iscritto di nascosto al Partito Popolare Europeo, all’insaputa della Presidente Meloni, resta incomprensibile il motivo per cui la Signora Ursula von der Leyen abbia creato tanto scompiglio, rischiando peraltro di alimentare una costante opposizione da parte di un Parlamento per lo più insoddisfatto. Viene da chiedersi perché, in decenni, l’unico vero risultato sensato dell’Unione Europea sia stato l’Euro, peraltro adottato da soli 18 Paesi su 27. Se l’Europa vuole funzionare davvero, deve rivedere il principio della concordanza nelle decisioni, sostituendolo con la regola della maggioranza semplice, come accade in ogni realtà organizzativa che funzioni. Immaginate una multinazionale che per approvare il bilancio debba ottenere l’unanimità di tutti gli azionisti: un’assurdità! Certo, la politica non è azienda, ma non può neanche essere il contrario del buon senso. E in Europa, continuare a mettere insieme, a ogni costo, il diavolo e l’acqua santa non è appunto una scelta di buon senso.