Sono stati liberati i pescatori di Mazara del Vallo, dopo 107 giorni di prigionia in Libia. A dare la notizia sono stati il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che sono volati stamattina il Libia per il passo decisivo che darà la libertà ai 18 pescatori chiusi in cella dal primo settembre. La liberazione è confermata anche dai familiari.
Con questa motivazione il premier ha posticipato il vertice con la delegazione di Italia Viva, capitanata dal leader ed ex premier Matteo Renzi , programmato per questa mattina alle 9 e poi posticipato alle 19 di questa sera.
Il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, ha commentato: “Era ora! Aspettiamo la conferma ufficiale della liberazione dei 18 pescatori. L’Intera comunità li sta aspettando. Siamo davvero felici, sappiamo che questi sono momenti importanti. Dalla Libia ci arrivano telefonate che ci confermano l’imminente liberazione. Aspettiamo la conferma a momenti”.
Anche il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, ha commentato la notizia: “Siamo felicissimi di questa notizia, tanto più bella quanto inaspettata. Tre mesi vissuti insieme ai familiari ci avevano resi scettici ma ora l’incubo è finito. Aspettiamo di trascorrere queste ore di attesa per riabbracciarli. Questo è il più bel regalo di Natale per le famiglie. La gioia è tutta loro ma è anche nostra”.
Leonardo Gancitano, uno degli armatori dei due pescherecci sequestrati dalla Libia il 1 settembre, ha detto: “Aspettiamo. In questo momento, non possiamo aggiungere altro. Sono scaramantico. Non voglio dire nulla fin quando non abbiamo certezze. Non vogliamo festeggiare prima anche perché se non fosse vero sarebbe uno schiaffo terribile”.
Intanto, una folla di amici e parenti si è radunata davanti al Comune di Mazara del Vallo in attesa di avere notizie ufficiali. Il sindaco Quinci è in contatto continuo con la Farnesina.
I pescatori mazaresi sono 18 di cui otto italiani, sei tunisini, due indonesiani e due senegalesi. Il sequestrato è avvenuto a 35 miglia da Bengasi con i motopesca “Antartide” e “Medinea”.
Il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in volo per Bengasi, si stanno muovendo in modo grottesco e ridicolo con un evidente populismo nel risolvere di persona la questione.
Nelle ultime ore era aumentata la tensione tra molta apprensione e diverse iniziative per chiedere la liberazione dei marittimi.
Ieri è stata diffusa la notizia che il satellite ha segnalato lo spostamento dei 18 pescatori nel porto della capitale dal carcere di El Kuefia, a 15 km da Bengasi.
Bisognerà adesso capire cosa è stato fatto per far tornare i pescatori a casa e se torneranno a bordo dei due pescherecci sequestrati che dovrebbero essere rilasciati anch’essi. Si attendono ulteriori sviluppi e notizie.
Se il sequestro è durato più di cento giorni, è dovuto all’atteggiamento assunto dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che subito dopo il sequestro ha respinto l’ipotesi di pagare una multa per far tornare a Mazara del Vallo pescherecci ed equipaggio. Non è la prima volta che pescherecci mazaresi vengano sequestrati dalla Libia, dalla Tunisia o dall’Algeria. La prassi consolidata è consistita sempre nel fatto che gli armatori dei pescherecci pagassero una ammenda per il dissequestro con l’intervento del ministero degli Esteri che mediava sull’importo da versare.
Salvatore Rondello