Il Papa dice di non rimandare i migranti nei lager libici. Dunque lui stesso li chiama lager: parola tristemente famosa a proposito dei campi di concentramento (divenuti poi campi di sterminio) nella Germania nazista. Chiede, inoltre, che le migliaia di uomini, di donne e di bambini sottoposti ad una violenza disumana non vengano respinti nuovamente in Libia. Le tragedie di mare, e di terra nelle rotte balcaniche, si ripetono a ritmo incessante e per tutta risposta la cristianità di alcuni paesi dell’Unione si manifesta con la richiesta di fondi alla Comunità Europea per alzare muri, mostrando insensibilità e, direi, crudeltà. Eppure qualcuno di questi Paesi dovrebbe ricordare il regime sotto cui viveva solo qualche decina di anni fa! Altri, invece, occupavano abusivamente molti Stati Africani con uno spregiudicato colonialismo. Guarda caso sceglievano Nazioni dal sottosuolo ricchissimo di materie prime lasciando morire di fame le popolazioni locali. In molti paesi del continente nero vengono ancora sobillate rivolte dai servizi segreti d’Occidente i quali finanziano finte campagne elettorali perché venga eletto un capo di stato fantoccio che esegua alla lettera le indicazioni delle multinazionali: le nuove colonizzatrici del mondo! Intanto le famiglie di tali paesi sono costrette a fuggire precipitando nella spirale dello schiavismo e quindi nell’Inferno più profondo. Dopo abusi, soprusi e torture, la maggior parte di essi finisce nei lager libici…dove continua la barbarie. Donne e bambini stuprati e gli uomini sistematicamente bastonati a sangue. L’Europa e l’Occidente, dotati delle tecnologie digitali più sofisticate, conoscono perfettamente quanto accade, dove accade e perfino a che ora, ma nessuno fa nulla: aspettano in mare aperto i disgraziati che riescono ad imbarcarsi sui gommoni per traghettarli in salvo dopo estenuanti trattative con i paesi che se ne dovrebbero occupare. Ogni tanto qualche politico illuminato, che ha copiato la frase da quello che lo ha preceduto, come in una catena di Sant’Antonio dice: aiutiamoli a casa loro! Accidenti, il più delle volte non sappiamo nemmeno da dove provengano. Eppure una soluzione di emergenza per salvare questi corpi martoriati ci sarebbe: cioè quella che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite modifichi il regolamento che riconosce la sovranità ad ogni Stato, salvo quelli che praticano l’olocausto, e deliberi all’unisono che in Libia ci sia un governo provvisorio. Peraltro, in quel paese dopo l’assassinio di Mu’ammar Gheddafi si è internazionalizzato anche l’affare dei migranti; oddio, non che prima non perpetrassero certi delitti, ma l’organizzazione che è nata oggi ha le sembianze di una vera e propria multinazionale del crimine. Ora, se si può legalizzare con mille trucchi la possibilità di depredare un paese per portargli via le materie prime come l’oro giallo e l’oro nero, per quale motivo non possiamo fare la stessa cosa quando dei profughi nel mondo viene fatta carne da macello? Nel caso della Libia poi le spese dell’operazione si potrebbero autofinanziare, visto che è uno dei più importanti produttori di petrolio, e l’ONU potrebbe utilizzare i fondi per vaccinare gli Stati più poveri. Ovviamente la mia è solo utopia perché così facendo si penalizzerebbero le multinazionali petrolifere che hanno l’esclusiva dell’oro nero…e questo peccato sarebbe più peccato che espiantare un organo ad un bambino in un capo profughi libico per rivenderlo ad un altro bambino ricco, biondo e con gli occhi azzurri. Non ci rimane che tornare all’anno mille ed organizzare una Crociata per liberare i profughi da quell’Inferno…ma dove li portiamo?!
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