Il Fondo

L’Italia, Zinedine Zidane, Vladimir Putin, Will Smith e l’Ucraina

Vi chiederete quale sia il senso di questo strano titolo. O meglio che cosa c’entrano questi nomi con l’Ucraina e fra loro.

Beh su Putin e l’Ucraina, credo non ci siano dubbi. Un elemento che invece potrebbe accomunare Putin e Zidane è che il primo è un cultore del karate ed il secondo un famoso ex calciatore, quindi lo sport.

Meno punti in comune con Will Smith, se non si considera però che, a vario titolo, sono tutti personaggi pubblici famosi.

Ma, in realtà è proprio l’Ucraina l’elemento oggettivo che li accomuna.

Vediamo come.

Vi ricordate l’episodio increscioso che, sul finire di carriera, ha segnato il personaggio Zinedine Zidane?

Si esatto ricordate bene. La famosa testata che Zidane rifilò all’italiano Materazzi nella finale dei mondiali di calcio 2006 fra Italia e Francia.

Un episodio che da una parte segnò negativamente il professionista e dall’altra parte rese più complessa la partita della Francia che in effetti e meritoriamente, perse il mondiale. Lo abbiamo ancora negli occhi l’episodio. I due si marcano stretti in area dell’Italia, l’azione va via in zona d’attacco per la stessa Italia, i due si allontanano dall’area lentamente. Prima Zidane è dietro Materazzi, poi lo affianca ed infine lo supera per rientrare in difesa e lo mantiene alle proprie spalle. Innegabilmente Materazzi proferisce delle frasi. Ad un certo punto Zidane interrompe la sua camminata si volta va verso Materazzi e gli rifila una testata in pieno petto!

Ci fu un lungo ed intenso dibattito sulle tv e sui giornali. Si andò ad indagare minuziosamente, persino con tentativi di leggere il labiale di Materazzi, per comprendere quale frase avesse proferito, talmente grave da far reagire Zidane con tale gesto violento.

Ma a prescindere dalla frase, mai conosciuta in concreto oltre varie ricostruzioni, ciò che a tutti sembro’ subito inqualificabile e genero’ una globale condanna, fu proprio il gesto di Zidane.

Ovvero qualunque frase gli fosse stata rivolta, che riguardasse la madre o la sorella, nessuno ebbe il dubbio di affermare che quello di Zidane fu un gesto di aggressione sbagliato e da condannare senza se e senza ma. Da una potenziale e presunta ragione, con la violenza della testata era passato di fatto al torto.

Poi, diciamocela tutta, l’impatto fisico della testata non fu ne’ tramautizzante ne’ tantomeno paralizzante, tanto che il buon Materazzi poté alleviare il minimo dolore fisico, gioendo per la vittoria del mondiale.

Veniamo all’episodio di questi giorni. Durante la premiazione degli Oscar in America, il presentatore e comico Chris Rock effettua una battuta sgradevole rivolto alla moglie di Will Smith, con allusioni alla malattia di lei.

Beh il grande attore Will Smith non perde tempo, sale sulla passerella che divide la platea dal palco, la percorre lentamente, fino ad arrivare davanti a Chris Rock e rifilargli un sonoro ceffone in mondovisione. Con la stessa calma ripercorre il tragitto inverso, si risiede ed inveisce contro lo schiaffeggiato.

Anche in questo caso il malcapitato Chris Rock non ha certo avuto conseguenze invalidanti, certamente è risultato provato nel morale per aver ricevuto un ceffone in mondovisione. Ma anche lui ha trovato modo di alleviare il dolore acquisendo una maggiore notorietà rispetto a quella che aveva fino a quel momento (ma chi ricorda i film che ha fatto Chris Rock? Magari vedendolo a qualcuno è venuto in mente un film dove lo ha visto recitare, ma sicuramente neanche ricorda il titolo del film!).

Ebbene al pari di Zidane la condanna nei confronti di Will Smith è stata unanime. Ha sbagliato a reagire con violenza aggredendo il collega. Da un grande attore come Smith ci saremmo aspettati che con ironia, magari pesante e sprezzante, stroncasse la performance di Rock umiliandolo in mondovisione. Invece no, ha preferito il gesto violento.

Tutti addosso a Smith ed a disquisire su come tale episodio abbia scheggiato la brillante e luminosa carriera dell’attore. Attore che poi, tardivamente, si è scusato del gesto con tutti ed ancor più tardivamente con Rock, gesto che intanto gli è costato le dimissioni dall’Academy degli Oscar.

Le analisi di questi due episodi sono ormai palesi per tutti. La condanna di Zidane e Smith è indiscutibile. I due sono considerati gli aggressori di Materazzi e Rock, che a loro volta sono unanimemente considerati gli aggrediti.

Il dibattito si è si sviluppato nella ricerca delle motivazioni che hanno determinato la reazione: la frase di Materazzi e la battuta si Rock. Ma tali motivazioni, come giusto, non sono servite a discolpare gli aggressori Zidane e Smith. Nessuno è andato a vedere se i colleghi di Smith potevano interromperne la cavalcata lenta sulla passerella diretto verso Rock, innegabilmente conseguente alla battuta sulla moglie, in modo che diplomaticamente lo facessero recedere dall’intento.

Nessuno ha cercato di capire perché i compagni di Zidane e Materazzi che erano in area con loro, non siano intervenuti per sdrammatizzare il “confronto” fra i due prima che sfociasse nella testata.

Insomma erano nel torto marcio ed hanno meritato e meritano la condanna da parte di tutti. Questo il verdetto.

Cosa c’entra dunque l’Ucraina con questi episodi?

Tantissimo!

Vediamo. Pochi giorni prima del 24 febbraio, la Russia effettua esercitazioni militari in Bielorussia nell’imminenza dei confini ucraini. Il 20 febbraio Putin

firma il decreto con cui la Russia riconosce l’indipendenza dall’Ucraina delle repubbliche separatiste del Donbass.

Di più, Putin in conferenza stampa afferma che “L’Ucraina è stata creata da Lenin, è stato il suo creatore e il suo architetto. Lenin aveva un interesse particolare anche per il Donbass”. “L’Ucraina non è un Paese confinante, ma parte integrante della nostra storia, cultura, spazio spirituale. L’Ucraina non ha mai avuto una tradizione di vera nazione”.

Con queste affermazioni il 24 febbraio, ovvero 4 gg dopo la dichiarazione, invade con mezzi militari l’Ucraina, non solo nei territori del Donbass, ma dalla Bielorussia punta su Kiev, dallo stesso Donbass punta su Mariupol e dai confini russi sulle città di frontiera come Kharkiv, Chernihiv, Kerson, Chernobyl. Inizia a bombardare e sparare missili anche contro i civili (ma se doveva difendere i russofoni dal genocidio cosa c’entra una invasione a macchia di leopardo del territorio ucraino?). Forse da piccolo Putin non è mai riuscito a vincere a Risiko e si vuol prendere la rivincita tardiva? Chissà!

Ciò detto, mutatis mutandi, siamo in presenza di un soggetto, Putin, che reagisce a veri o presunti torti subiti con gesti di violenza, aggredendo e bombardando città ucraine, uccidendo anche civili e distruggendo ospedali oltre ad abitazioni.

Bene ti aspetteresti che analogamente ai due episodi minori citati, la reazione fosse analoga.

In presenza di un aggressore, ovvero Putin, che reagisce con atti violenti, ci si schiera con l’aggredito ovvero l’Ucraina.

Siamo in Italia bellezza! Troppo semplice.

Si diffonde un clima mediatico e nell’opinione pubblica che tende a segnalare come colpevole il fatto che l’Occidente e l’Europa hanno sbagliato perché hanno consentito alla Nato di espandersi fino ai paesi dell’est (che poi questi Paesi hanno chiesto liberamente di entrare nella NATO, non sono stati annessi o conquistati!). Che l’America è di indole guerrafondaia e che prima gli occidentali hanno invaso la ex Jugoslavia, hanno fatto la guerra in Afghanistan. Che l’Ucraina pratica un genocidio nel Donbass ai danni della popolazione russofona (lo sostiene solo la Russia però!), che l’Ucraina ha un esercito con infiktrati naxisti :battaglione Azov.

Insomma cosa volete dalla povera Russia e dal povero Putin? Ha semplicemente reagito e fatto ne’ più ne’ meno quello che hanno fatto prima di lui gli occidentali.

Insomma l’Ucraina è la vittima sacrificale delle colpe dell’Occidente.

Si arrenda il polo ucraino. Non determini con la propria resistenza la morte di molti civili ucraini (immagino la repulsione dei nostri veri partigiani, quelli che lo sono stati sul campo, rispetto a questa affermazione!!). Inutile che chieda armi per difendersi, deve arrendersi nel suo interesse e per consentire a noi italiani di continuare a vivere tranquillamente riscaldati dal gas russo. Come faremmo se invece dovessimo essere in crisi di gas? Suvvia cari ucraini, mettetevi una mano sul cuore e capite che noi mica possiamo rinunciare alle nostre agiatezze per consentirvi di lottare per la libertà e democrazia! Che pretesa è questa, siate ragionevoli!!

Di riflesso, Putin non è da condannare perché ha semplicemente reagito!

A questo punto, però, te che hai un modo di ragionare lineare e pensi sia coerente, ti fai assalire dai dubbi!

Non è che in Italia persiste un riflesso pavloviano per cui ciò che riguarda la Russia deve trovare giustificazione perché al fondo c’è l’esigenza, il bisogno atavico di criticare e condannare sempre e solo l’Occidente? Un riflesso che magari recentemente è stato largamente innaffiato dai rubli russi e dal sostegno subdolo?

A proposito, caro Giuseppi Conte, quando spiegherai con chiarezza e con il tuo nuovo e ricercato approccio populista, in maniche di camicia e picchiando i pugni sul tavolo, quale era il vero obiettivo della venuta in Italia dei militari russi nel marzo 2020? Non ci basta che tu dica sono venuti a portarci aiuti, sapendo che però abbiamo speso 3 milioni di euro per farli soggiornare sul nostro territorio (con tre milioni di euro qualche cosina per gli italiani, soprattutto in quel momento, potevamo farlo no?)

Insomma, alla fine, la morale della favola è di doppia lettura.

O la colpa è di Cannavaro che, conoscendo Materazzi, lo doveva tallonare per evitargli di usare le parole, e quindi di provocare il povero Zidane o ancora degli organizzatori dell’Oscar che conoscendo Rock come un comico irriverente, avrebbero dovuto impedirgli di presentare la serata, così non faceva battute ed il povero Smith non gli avrebbe rifilato il ceffone.

In alternativa, la colpa di Zidane e di Smith è più semplicemente quella di non essere russi!

Viva la coerenza e la resistenza Ucraina!

Ps. Leggo oggi che, pare, gli ucraini abbiano bombardato un paese di territorio russo Belgorod. Il portavoce del Cremlino Peskov sostiene che ciò “non crea condizioni confortevoli per la continuazione dei colloqui”. Ma te guarda che ingenuo sono, era ciò che pensavo dei bombardamenti e delle invasioni che continuavano sul territorio ucraino durante i negoziati con i russi. Ma dimenticavo che le condizioni devono essere “confortevoli” per i russi! Ingenuo.

 

Aldo Repeti

Direzione Nazionale