C’è un gran parlare intorno alla sentenza che permette l’adozione di un bambino straniero ad una persona single…anche se non ho capito perché solo di altro paese! Non entrerò nel merito dell’iter legale necessario affinché una coppia possa dimostrare di avere i “complessi” requisiti finanziari, psicologici e naturalmente di indubbia moralità che permettono ad una o più persone di ottenere prima l’affido e poi l’adozione definitiva di un minore. Mi limiterò a parlare di questo complesso mondo con 8 miliardi di anime di cui oltre la metà non sono nella condizione di mantenere se stesse. Il numero di bambini che potenzialmente potrebbero essere adottati dall’altra metà, che invece è nelle condizioni di poterlo fare è enorme. Come ben sapete, i numeri da capogiro creati in questa economia parallela sono vertiginosi, e attorno ad essi vivono tutte le categorie, dalle peggiori alle migliori, che compongono la società. Dilungarsi in questa lista sarebbe solo noioso e particolarmente avvilente. La lasciamo alla vostra fantasia e al vostro buon senso. Ma rientriamo nella ormai nota sentenza che permette ai single di adottare un minore…su cui personalmente sono d’accordo. Sono d’accordo non in via di principio, ma per sentimento. Ritengo, infatti, che un bambino per crescere felice abbia bisogno “quasi” esclusivamente delle cure amorevoli di uno o più adulti. I parametri economici e altro vanno bene solo per mantenere in vita tutte quelle strutture e attività parallele, le quali percepiscono uno stipendio sulla testa dei piccolini: dove di amorevole c’è ben poco. Una considerazione a parte va fatta per gli organi religiosi, i quali da sempre si occupano di orfani e neonati abbandonati, che tutti noi, cioè lo Stato, manteniamo a suon di centinaia di euro al giorno per ciascuno di essi. Questo spiega le difficoltà, quando non sono veri e propri ostacoli insormontabili, che impediscono le adozioni…a meno che non siano nobili richiedenti di stirpe “reale” in grado non solo di assicurare ai piccoli una vita agiata, ma soprattutto di elargire somme per mantenere insieme le complesse organizzazioni umanitarie. Messaggio ai potenziali genitori sognatori: benvenuti nella vita reale. Tornando al tema, e soprattutto al titolo, ritengo che l’unico e indispensabile requisito per l’adozione sia la capacità di amare, insieme ad un modesto, anche se decoroso, tenore di vita. Questi sono i soli ingredienti utili, oltre, ovviamente, alla moralità dell’individuo, che secondo molti costituiscono i presupposti fondamentali, se non gli unici, per adottare un bambino. Siccome la sentenza si riferisce esclusivamente agli stranieri, vorrei che pensaste alle situazioni in cui decine di milioni di bambini sono costretti a crescere nell’universo della disperazione, di cui vediamo i piccoli visi in braccio al personale sanitario che sempre più spesso chiede latte e medicine perché possano sopravvivere…senza esasperare il discorso e chiamare in causa le situazioni disastrose in cui crescono i minori che vivono nei campi profughi.
E noi altezzosi giudichiamo se una sentenza permetta o meno l’adozione da parte di un single, di una coppia omosessuale, ultra-cinquantenne, se sono solo due mamme o due papà? Ma dai, un po’ meno ipocrisia e più realismo! Piantiamola di affrontare l’argomento mentre sorseggiamo uno sherry comodamente seduti al circolo della caccia. L’unico test per l’adozione è: la capacità di amare.