-di Nicola Zoller
“I magistrati: non siamo una casta”: cosi il ‘Corriere della Sera’ riporta e titola con evidenza in un articolo del 13 maggio 2024 una presa di posizione della Associazione nazionale magistrati (ANM). Ora, senza riandare al triste racconto di un influentissimo ex-magistrato, Luca Palamara, che ha denunciato “il potere della magistratura” come un vero e proprio “Sistema” (è proprio quest’ultimo il titolo del suo libro edito da Rizzoli nel 2021), è più significativo affidarsi alla ricerca di un insospettabile editorialista de ‘L’Espresso’, Stefano Livadiotti, che fin dal 2009 in una accurata ricerca ha svelato “privilegi, soprusi, impunità” di quella che lui ha definito addirittura “L’ultracasta” (si legga per credere il suo saggio “Magistrati – l’ultracasta”, ed. Bompiani).
Se infatti in Palamara qualcuno potrebbe intravedere una sorta di risentimento verso la sua categoria da cui è stato espulso dopo essere stato per anni presidente della stessa ANM conoscendone inevitabilmente ogni aspetto, nell’inchiesta di Livadiotti si può ritrovare una valutazione oggettiva che lascia ancor più l’amaro in bocca. Gli passiamo interamente la parola, come riportato nel suo libro: “Quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine di tanti magistrati-eroi, è riuscita a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi. Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l’Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all’ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d’oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l’incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del CSM”.
Quello di Livadiotti è un testamento che tutti i sinceri democratici dovrebbero tenere nella memoria. Lui è scomparso nel 2018, le sue parole restano scolpite in un libro che non proverà l’usura del tempo se continueranno ad esserci persone che denunceranno l’intoccabile “madre di tutte le caste”.
Nicola Zoller