Ci chiediamo quale sia oggi il lavoro svolto dai medici di base; non è assolutamente una sorta di accusa nei loro confronti, ma solo un pensiero riflessivo per capire cosa sia cambiato. Ora, a parte lo stretto legame con gli specialisti che una volta permetteva loro di capire lo stato di salute del paziente, di cui peraltro si sapeva ogni cosa e perfino l’ereditarietà delle patologie, la routine nei mesi invernali era soprattutto quella di curare le persone dall’influenza stagionale che tempo fa non creava particolari apprensioni in quanto il medico c’era e soprattutto tranquillizzava il malato sia in ambulatorio che nelle le visite domiciliari: oggi, ahinoi, tutto ciò è diventato una vera rarità. Forse tre elementi di questa rarità, oltre che apparente assenza dei camici bianchi, vanno individuati: in primis in un maggior carico di lavoro burocratico in quanto i medici sono sempre più presi dal redigere relazioni statistiche, senza dimenticare i sostituti che non si trovano ed il contestuale aumento del numero di pazienti. Infine, le persone affette da influenza in tempo di pandemia sono indotte a spaventarsi ed ecco, allora, che alla prima non risposta telefonica da parte del medico di base si corre senza ulteriori indugi al Pronto Soccorso magari per un banale raffreddore, ma poi vai a capire se davvero si tratti solo di quattro starnuti! Ecco, direi che questi elementi possano essere significativi per fare un primo punto di riflessione sul perché le Emergenze Urgenze degli ospedali siano inondate da potenziali ammalati! Gli spiegoni non possono essere esaustivi nel dare una risposta in quanto privi di bacchetta magica, e poi il loro ruolo è quello di ‘spiegare’ senza che nessuno capisca nulla! Visto che non abbiamo nulla da perdere proviamo a prendere noi ‘sta bacchetta magica.
Punto uno: non si pensi di ridurre il lavoro da impiegati dei dottori perché ormai il sistema ha imboccato una strada a senso unico dove al momento mancano le rotonde per poter invertire la marcia e tornare indietro. Punto due: lo stesso vale per le sostituzioni dei professionisti che vanno in pensione, da qui l’aumento dei mutuati da 1.500 a 1.800. Punto tre: sui traumi psicologici che il Covid ha provocato ad ognuno di noi forse si potrebbe fare qualcosa, ma per questo ci vuole buon senso e assunzione di responsabilità da parte del medico. Cioè? Beh, che facciano un corso di ‘pazienza’ e rispondano a tutti con voce suadente dando l’idea che in quel momento il paziente sia al centro del mondo placandone le ansie…e poi se dalle risposte si presume che l’evolversi della situazione si possa complicare andarlo a visitare a domicilio. E il tempo dove lo prende? Facile, ignorando i compiti cartacei sono certo che se contestualmente lo facessero tutti i medici di base le ASL non solo costruirebbero le rotonde per tornare indietro, ma anche la strada a quattro corsie! Meglio salvare vite che riempire scartoffie!
Medici: meglio curare che riempire scartoffie