Trovare i responsabili di questo esodo dalle scuole di specializzazione è un po’ come cercare l’ago nel pagliaio, per questo diventa comodo attribuire le responsabilità alla pandemia che per parafrasare il giorno della Befana ‘tutti i medici dei Pronto Soccorso si porta via’. Si, perché la maggior parte dei professionisti che lasciano sono proprio quelli delle Scuole d’Emergenza Urgenza i quali hanno scelto e scelgono specializzazioni più remunerative. Ahi voglia a ricordare loro il giuramento di Ippocrate quando la nostra Sanità Pubblica per tutta la durata del Covid li ha abbandonati sul campo di battaglia a combattere una guerra senza sapere nulla del nemico! Per giunta mal pagati e, lasciatemi dire, in alcuni Pronto Soccorso pure malmenati. Ma sono davvero queste le cause che hanno sopito la passione di esercitare quel mestiere enfatizzato dalla serie televisiva ‘medici in prima linea’ che ha tanto appassionato i telespettatori?! No, naturalmente, no! Le cause sono molto più complesse e per ripercorrerle dovremmo avere il tempo necessario di cercare quell’ago nel pagliaio quasi impossibile da trovare. Forse sarebbe opportuno pensare a cosa fare ‘oggi’ perché la situazione che ci si prospettando non è allarmante, ma devastante! Si pensi solo al fenomeno dei medici gettonisti forniti dalle aziende cooperative i quali non sono più un’eccezione, ma un’abitudine…quasi una rassegnazione! Questi non sono i medici in prima linea dei telefilm americani i quali si assumono la responsabilità di salvare i pazienti, ma sanitari che non rischiano e non rischieranno mai nulla senza aver sfogliato le pagine del protocollo…sottoponendo il paziente ad una serie di indagini che spesso non ci azzeccano nulla con la sua patologia. Morale, la sanità pubblica paga delle cifre folli alle aziende cooperative, che a loro volta forniscono medici sottopagati e di cui qualche volta non conoscono nemmeno la provenienza ed il grado di preparazione. Per tornare al titolo vorremmo precisare meglio che i giovani medici non lasciano le scuole di specializzazione, ma aderiscono a quelle specialità in cui l’attività privata e ambulatoriale rientra tra gli sbocchi lavorativi meglio retribuiti, abbandonando o non prendendo neppure in considerazione quella prettamente ospedaliera e pubblica come, appunto, la medicina d’Emergenza Urgenza! Un risultato che dovrebbe far comprendere quanto sia diventato importante investire su tali giovani medici e rendere immediatamente appetibile la professione sotto il profilo economico, e non ultima la stima e la considerazione che si deve ad una specializzazione la quale non affascina più al punto tale che sono migliaia i medici che lasciano le scuole…in primis quella d’emergenza urgenza!
Migliaia di medici lasciano le scuole di specializzazione