Il Fondo

Morte di un movimento politico (o rinascita?)

Di Utente:Pakdooik - autoprodotto, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3899592

Nel film Morte a Venezia, Luchino Visconti traduce in immagini il romanzo omonimo di Thomas Mann. Lo scrittore, attraverso il suo racconto, colpisce la sensibilità del lettore narrando la vicenda di Gustav von Aschenbach, un compositore che, agli inizi del Novecento, si reca al Lido di Venezia per un periodo di riposo. Qui si innamora della bellezza efebica di un giovanissimo polacco che frequenta la spiaggia dell’hotel. Questo innamoramento provoca nell’animo di Gustav una crisi profonda: egli cerca di reprimere il proprio sentimento, frenando le emozioni al punto da limitarsi a osservare il ragazzo in silenzio, senza mai avvicinarsi. Gustav non lascerà più Venezia, e i suoi ultimi momenti si consumano sulla spiaggia del Lido, in contemplazione del giovane che ha risvegliato in lui un turbamento tanto intenso quanto impossibile.

In Morte di un movimento politico milioni di elettori, allo stesso modo, furono affascinati dalla purezza delle idee rivoluzionarie del Movimento 5 Stelle, incarnate nella bellezza “efebica” di giovani audaci che promettevano di regalarci un sogno. L’ammirazione per un mondo migliore, dopo anni segnati dal “bunga bunga”, ci aveva dato la speranza che un vero cambiamento fosse possibile. L’entusiasmo e l’arrogante freschezza con cui il Movimento si presentò, arrivando persino a sbeffeggiare il Partito Democratico e a rifiutare un percorso comune, affascinarono a tal punto gli elettori che, nel 2019, ne decretarono un successo senza precedenti. Tuttavia, quel trionfo segnò la fine della loro purezza. A differenza del compositore Gustav von Aschenbach, che si limitò a osservare e lasciò maturare il suo sentimento, il Movimento 5 Stelle non seppe frenare le emozioni né costruire con pazienza un rapporto solido con i suoi elettori. Forzò la mano, cercando un’alleanza contro natura con la Lega, un partito distante anni luce dalla “purezza” dei sentimenti e spesso sprezzante nei confronti degli esseri umani più fragili, come i migranti. Quella scelta non rappresentò l’apice del successo, ma l’inizio della fine. L’adozione di una figura terza come Giuseppe Conte fu un compromesso che snaturò ulteriormente il Movimento, avviandolo verso fantasie politiche sempre più incoerenti. Ciò che seguì è storia recente: decisioni banali, prive di visione e coraggio, minarono i principi fondanti del Movimento, trasformando il sogno di cambiamento in un incubo, tanto per i suoi elettori quanto per gli italiani che avevano creduto in esso. Come Gustav von Aschenbach, la sola speranza per il Movimento sarebbe ritrovare il desiderio puro, far tornare il sogno un ideale e tradurlo in un nuovo progetto. Un progetto in cui il protagonista sappia riconquistare la compostezza delle idee e il coraggio di ricominciare, tagliando le “cime” e riprendendo il largo con rinnovata meditazione. Ma dopo aver provocato la morte del loro movimento politico, i 5Stelle possono rinascere a nuova vita?! Forse sì, ma solo se ritrovano lo “spirito originario”, che, al pari di von Aschenbach, è rimasto lontano dalle tentazioni.