A tre anni dall’invasione dell’Ucraina, a Doha, ospiti di re Salman, la delegazione americana, guidata dal segretario di Stato Marco Antonio Rubio, da una parte, e, dall’altra, il presidente Volodymyr Zelensky, hanno convenuto sull’opportunità di un cessate il fuoco di 30 giorni, condizione necessaria per avviare una trattativa di pace vera e propria che possa mettere la parola fine alla guerra russo-ucraina. Si è potuti arrivare a questo punto perché il presidente Donald Trump aveva preso l’impegno solenne di far cessare il conflitto nel cuore dell’Europa una volta insediato alla Casa Bianca. La cronaca di questo ultimo mese è stata generosa di ogni mossa e contromossa delle parti che hanno partecipato direttamente ed indirettamente alla guerra, e, francamente, che si potesse arrivare a questo punto era auspicabile, ma non probabile. Nella confusione di parole, sovrapposizione di argomenti e protagonismi politici, solo una voce ha taciuto, continuando, come nulla fosse, a bombardare l’Ucraina, quasi infischiandosene delle frenetiche trattative in corso: la Russia. Parte vitale per raggiungere un qualsiasi accordo. Anche in questo caso, le voci più diverse hanno stabilito che la ragione derivi dall’opportunità di conquistare ogni metro di terreno possibile per mettere un punto sulle imminenti trattative di pace da una posizione più vantaggiosa. Strategie di guerra, difficile da capire. In questo teatro dell’orrore, dove il numero totale dei morti non ci sarà mai dato sapere, si alzerà il sipario sull’incontro più atteso, quello tra lo zar e il tycoon; solo allora capiremo se i protagonisti avevano provato la parte da recitare oppure si esibiranno a braccio nell’atto primo della commedia. Capiremo, soprattutto, quale sarà la strategia di Vladimir Putin e se tutto si svolgerà secondo accordi già presi o dovrà essere “inventato” nel momento in cui i due comandanti degli eserciti più potenti del mondo si siederanno al tavolo per trovare una via d’uscita accettabile ai protagonisti diretti e indiretti della guerra che, non dimentichiamolo mai, ha visto la Russia invadere l’Ucraina. In questa storia, gli interessi sono planetari, altrimenti non si capirebbe per quale motivo sia stata scelta Doha come avamposto del “campo base”. Ma essenzialmente, gli attori, diciamo principali, di questa tragica commedia che ha visto scorrere fiumi di sangue sono: ovviamente la Russia e l’Ucraina, oltre all’America, all’Unione Europea, al Regno Unito e alla Turchia, cioè la NATO. Adesso la partita entrerà nel vivo con il primo faccia a faccia tra lo zar e il tycoon. In attesa, accomodiamoci in poltrona e, con pazienza, aspettiamo di ascoltare le parole dell’aggressore russo, a cui adesso tocca la parola.
Ora la parola ai russi