Allontana i giornalisti che gli stanno antipatici. Impone dazi perché una mattina si è alzato di traverso. Butta giù dalla torre Zelensky dopo che Biden, gradino dopo gradino, lo aveva fatto salire. Taglia i fondi alle università che non insegnano il “trumpese”. Non vuole più aiutare l’UsAid, l’organizzazione creata nei primi anni Sessanta per dare assistenza umanitaria ai Paesi in via di sviluppo. Ridicolizza i programmi che parlano di diversità e inclusione. Come Hamas pubblicizza il rilascio degli ostaggi israeliani, lui enfatizza il rimpatrio di coloro che non hanno diritto di rimanere negli Stati Uniti. Minaccia l’annessione di Canada e Groenlandia senza distogliere lo sguardo dal Canale di Panama che vuole fare suo e, soprattutto, scherza con Netanyahu mentre il leader israeliano gli prepara il terreno per costruire una serie di resort sulle spiagge di Gaza, radendo più volte al suolo la città per facilitarne i lavori. Fa giocare i bambini di Elon Musk nello Studio Ovale come fosse un kinderheim e non passa giorno che non faccia infuriare i parrucconi dell’Unione Europea. Esce dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e del clima con tono mussoliniano dice: “me ne frego”. Potrei continuare, ma ne ha dette e fatte talmente tante a pochi giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca che mi chiedo se davvero lui sia come sembra: stupido e arrogante. Direi anche spaccone, ma sul tema mi piacerebbe ascoltare una psicologa che possa spiegare scientificamente il motivo che lo spinge a firmare i decreti con un pennarello nero come disegnasse un cartoon. Ma sarà davvero così? Possibile che sia tanto infantile? Possibile che la Corte Suprema non stia prendendo in considerazione l’idea di mandargli un’autoambulanza con un paio di infermieri corpulenti per mettergli la camicia di forza e portarlo via? La raffica di domande mi viene spontanea perché stiamo parlando della persona più potente al mondo che, se gli viene il trip, schiaccia il bottone e, oltre alla Terra, distrugge pure la Luna. Non è che le cose siano un tantino diverse da come ci vengono raccontate da coloro che succhiavano il latte dalle gustose mammelle americane, allontanati perché avevano consumato i capezzoli di mamma America? Lo chiedo perché li vedo tutti arrabbiati a gridare in piazza: ridateci Biden! Grida soprattutto Zelensky, indignato in quanto a Kiev è arrivato l’ufficiale giudiziario con un decreto ingiuntivo che chiede la restituzione dei prestiti per sostenere la guerra contro l’invasore Putin, previo il sequestro conservativo delle terre rare. Trovo aberrante, invece, che il tycoon tagli i fondi alle università che si rifiutano di insegnare il “trumpese” ed allontani i giornalisti antipatici. Ragionevole che, da buon venditore, cerchi di ammaliare altri Paesi perché si aggreghino alla famiglia statunitense; chi non vorrebbe allargare il proprio impero armato della sola parola senza sparare un solo colpo di cannone? Deprecabile il suo appoggio incondizionato a Netanyahu che a mio avviso dovrebbe prendere a ceffoni. Prima di criticare il suo discorso sul Canale di Panama, bisognerebbe ripercorrere la storia dell’ultimo secolo, cosa che non ho fatto quindi evito di scrivere sciocchezze. Insomma, riflessioni che ci portano alla conclusione con una domanda: a parte Donald Trump, non è che anche gli 80 milioni di americani che lo hanno votato siano improvvisamente impazziti, spinti da una tempesta di istupidimento collettivo? Mah, tutto può “essere ed anche non essere”…per questo, se fosse possibile, oltre ad uno psicologo, mi piacerebbe ascoltare l’opinione di Shakespeare.
Possibile che Trump sia “stupido” come lo descrivono?