Il Fondo

Presto raggiungeremo la meta della quinta età

Nel 1929 ’bevi birra e campi cent’anni’ era una pubblicità che metteva di buon umore; ebbene oggi, birra a parte, dovremmo essere più sereni vista l’aspettativa di vita che vedrà molti di noi superare d’un balzo il secolo di esistenza terrena in buona salute. Infatti, pare proprio che al rintocco, o quasi, del 2030 raddoppieranno i supercentenari segnando la meta della quinta età! Sono in molti a pensare che da qui a 10 anni ci si possa aspettare un raddoppio delle persone che supereranno i 100 anni; una cosa prima rarissima che ormai sta diventando ‘quasi un’abitudine’. Questo giustifica l’entrata nell’uso comune del termine quinta età…dati Istat alla mano sull’aumento del numero dei centenari in Italia.
Si racconta che se l’aspettativa di vita massima dell’essere umano è di 120 anni e non sembra modificabile stanno però cambiando il numero di soggetti che si avvicinano a quel limite, arrivandoci peraltro in condizioni ragionevolmente buone, con poche malattie concomitanti, anche in virtù del fatto che si selezionano quelli più resistenti. Alla base, vi sono cause ambientali, genetiche o un mix di esse. Tra le condizioni che accomunano tali supercentenari vi è naturalmente un’alimentazione con poche calorie, una vita attiva e la buona abitudine di mantenere relazioni sociali, non ultimo vivere a casa propria. A crescere, secondo l’Istat però è anche il numero dei centenari che arrivano al traguardo…poi appendono la vita al chiodo! pensate, negli ultimi 20 anni sono aumentati del 300%. Questo trend è coerente con la proposta di spostare da 65 anni a 75 anni la convenzionale entrata nella Terza Età. La prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari hanno avuto un impatto determinante. I numeri sono frutto di una migliore capacità di cura, pressione e diabete sotto controllo, ma anche di scelte politiche come l’abolizione del fumo nei locali pubblici. Tuttavia la prevenzione deve andare di pari passo con una migliore assistenza da parte del servizio sanitario, in particolare delle cure a domicilio. Perché chi abita in casa propria è accertato che vive più a lungo. A parte alcune aree famose per la longevità, come la Barbagia, il Sud Italia ha un’aspettativa di vita media inferiore per diverse ragioni: non ultime una minore capacità di risposta delle strutture sanitarie ed una maggiore povertà.