Il Fondo

Prove generali di Pronto Soccorso privati

Di Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 3.0 it, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=26748295

Si dice che in politica quando si accenna ad un possibile accordo, come se la soluzione fosse ancora lontana, il contratto in realtà sia già stato firmato. Voglio dire che se a questi ‘signori’ stessero davvero a cuore i cittadini forse si potrebbero fare le stesse cose commettendo meno errori…e cinque anni sono un tempo infinito per arrecare danni, danni poi complicatissimi da risolvere. L’argomento è la sanità, quella sanità pubblica che raccontava di quanto fossimo all’avanguardia nel mondo dove gli italiani erano tutti uguali. Un patrimonio che non è vero sia stato eroso irrimediabilmente dalla pandemia, perché tutto quello che sta accadendo era stato programmato per erodere l’ultimo dei privilegi di una classe borghese diventata ai loro occhi benestante ed invadente. Ma, ahinoi, per tornare al tema che in quattro e quattr’otto ha messo tutti con le spalle al muro ci mancava che a qualcuno venisse in mente di privatizzare anche i Pronto Soccorso. Oggi affrontiamo l’argomento delle Emergenze Urgenze che si stanno cacciando nelle fauci delle cliniche private. Le problematiche di tale settore forniscono un’immagine chiara di questo pezzo critico del Sistema Sanitario Nazionale che, diciamolo, sta valutando quale potrebbe essere il contributo del privato. Ecco, nel proseguo di questa analisi si potrebbe partire dall’esperienza del Lazio e riproporla altrove perché, a detta di chi ci guadagna, può garantire quel supporto al Sistema dell’emergenza che, ormai è certo, arriverà dalle Case di Cura…anche se gli ipocriti dicono che lo Stato non può imporre questo servizio e quindi gli ospedali privati sono legalmente autorizzati a sottrarsi al circuito di emergenza-urgenza.
Dunque, l’esperienza Lazio. In questa regione dal 2016 un accordo Regione-AIOP/ARIS prevede che per alcune specialità una alta percentuale di ricoveri sia destinata a pazienti provenienti dai Pronto Soccorso, pubblici e privati: si va dal 60% di Cardiologia, Gastroenterologia e Neurologia, al 75% di Medicina, Geriatria e Pneumologia. Questo ha consentito che i trasferimenti per mancanza Posto Letto da Pronto Soccorso a Casa di Cura Accreditata negli ultimi mesi siano triplicati. Peraltro, almeno per i Reparti di Medicina, ovunque si sono raggiunte percentuali superiori al 90%. Per quanto riguarda invece il contributo all’attività di Pronto Soccorso del privato, considerando in quest’ambito strutture Classificate, Accreditate ed IRCSS la situazione è totalmente diversa nelle varie regioni. Nel Lazio considerando solo la città di Roma sale al 40% la percentuale di chi giunge in strutture private e tra queste, fatto salvo il Policlinico Umberto I che ha anche 5 Pronto Soccorso Specialistici, ci sono le tre col numero più elevato di accessi: Casilino, Bambino Gesù e Gemelli. E’ noto quali siano oggi le criticità dei Pronto Soccorso, difficoltà operative come il boarding, rischi Medico-Legali ed anche fisici per gli operatori, ritmi e tempi di vita particolarmente gravosi e difficili da rendere compatibili con quelli di chi fa un lavoro diverso, ‘normale’. Questo comporta un gran numero di fughe di Medici ed Infermieri dalle strutture di Pronto Soccorso con quasi l’impossibilità di sostituire chi va via. E in tutto ciò non ci sono differenze tra strutture pubbliche e private! Come oggi appare evidente, in particolare nel Lazio ed in Lombardia, ormai non è neppure pensabile rinunciare al contributo dei ‘contractor’: il sistema non reggerebbe. Altro che prove generali di Pronto Soccorso privati…abbiamo già firmato i contratti!

 

Angelo Santoro