Opinioni e commenti

Quel pasticciaccio brutto dei referendum nel Donbass

Nonostante il silenzio assordante della classe politica (non solo nostrana), nella serata di ieri è arrivata la Dichiarazione dell’Alto Rappresentante UE per la Sicurezza e la Difesa sui referendum di domenica scorsa a Donetsk, Kherson, Lugansk e Zaporizhzhia. Sono serviti tre giorni all’Europa per stilare un documento ufficiale che esprimesse il parere di tutti i membri dell’Unione, ma finalmente l’UE “condanna nel modo più forte possibile gli illegali referendum-farsa nei territori ucraini parzialmente occupati dalla Russia. L’Unione Europea, si legge nel documento, non riconosce “e non riconoscerà mai” questi referendum, definitivi più volte “illegali” nel testo, così come non riconoscerà mai né il loro esito “falsificato” né qualunque decisione che sarà presa sulla base di esso. Inoltre, l’UE preme perché anche tutti i membri delle Nazioni Unite agiscano in tal senso.
Organizzando questa farsa, continua Josep Borrell, la Russia vuole imporre la modifica dei confini ucraini così come oggi riconosciuti dalla comunità internazionale, e questo colpo di mano costituisce “un chiaro e serio attacco alla Carta ONU”. Il risultato di questi referendum è “nullo e vano, e comunque non può produrre alcun tipo di effetto legale”.

Si tratta di convocazioni elettorali che “non hanno legittimità, e violano clamorosamente tanto il diritto internazionale quanto gli obblighi internazionali della Russia”. Inoltre, la dichiarazione ricorda che queste elezioni sono state condotte mentre la Russia stessa conduce una guerra di aggressione contro l’Ucraina, e mirano all’annessione dei territori ucraini occupati, violando la Costituzione e l’indipendenza ucraina, la sovranità e l’integrità geografica della nazione.

A rincarare la dose, come se i toni non fossero già perentori, l’Unione Europea sottolinea che “questa farsa si è svolta mentre hanno luogo diffusi e sistematici abusi che violano i diritti umani, con l’evidente intimidazione russa a danno dei cittadini ucraini e delle autorità ucraine preposte, che comunque vivono nei territori occupati”.

Inoltre il comunicato ufficiale non manca di evidenziare che “queste votazioni illegali si sono svolte di fretta e sotto pressione, così da non poter assolutamente rappresentare la libertà volontà delle genti”, alle quali viene indirizzata tutta la solidarietà europea e la sollecitazione affinché continuino a resistere all’occupazione russa.

A corollario delle osservazioni sul mero piano oggettivo del diritto internazionale, l’UE rende anche noto che “saranno presto adottate ulteriori misure restrittive contro la Russia”, e a Mosca indirizza l’ennesima richiesta perché cessi “immediatamente, completamente e incondizionatamente” ogni attacco all’Ucraina, ritiri sia le truppe sia tutto l’equipaggiamento militare indebitamente dislocato in Ucraina. Infine, ricordando ancora una volta la Carta dell’ONU e il diritto internazionale, Borrell conferma che l’Ucraina è del tutto legittimata a difendere il proprio territorio e a “compiere tutte le azioni necessarie per liberarsi dall’occupazione, all’interno dei suoi confini riconosciuti”.

L’Unione Europa (e tutti i suoi Stati membri – è rimarcato nel comunicato ufficiale) continueranno a supportare tutti gli sforzi dell’Ucraina, “finché sarà necessario”.

Ciò avviene mentre il Consiglio della Federazione russa (la Camera alta del Parlamento) ha già stabilito la data del prossimo 4 ottobre per l’annessione dei quattro territori. Secondo la stampa russa oltre il 97% degli ucraini si sarebbe espresso a favore dell’annessione: dai risultati preliminari dello spoglio, nel Lugansk il Sì all’annessione ha vinto con il 98,52% e nel Donetsk con il 94,75%. A Kherson, dove i conteggi sono stati ultimati, favorevoli a diventare russi sono l’87,05% degli ucraini.

A rassicurare l’Ucraina arriva anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, ormai incaricato di rappresentare il lato più tenace del fronte a protezione dell’Est d’Europa, che senza passare dall’ufficialità di alcuna dichiarazione e senza affidarsi ad alcun comunicato stampa, su Twitter scrive “Ho appena parlato con il presidente Zelensky e ho chiarito che gli alleati della Nato sono incrollabili nel sostegno alla sovranità e al diritto di autodifesa dell’Ucraina: i referendum fasulli indetti dalla Russia non hanno alcuna legittimità e sono una palese violazione del diritto internazionale. Queste terre sono dell’Ucraina”.

Macron, Scholz, Sanchez e gli altri, intanto, guardano più le loro bollette che i referendum altrui.