Alla fine pare proprio che Donald Trump sia riuscito a mettere in moto la macchina della pace nel conflitto russo-ucraino. Infatti dopo tre anni di bombardamenti ecco che il Tycoon, rude affarista d’oltreoceano, mantiene la promessa fatta durante la recente campagna elettorale che lo ha visto prevalere sul suo avversario Joe Biden. La sorpresa è tale che i raffinati re guerrafondai d’Europa non riescono a farsene una ragione. Il Regno Unito per primo non riesce proprio a digerire questa intromissione americana, soprattutto dopo che a un anno dal conflitto, sotto il patrocinio di Erdogan, sembrava che le parti avessero trovato un accordo parziale per un cessate il fuoco. Ma Boris Johnson convinse Zelensky a non piegarsi allo zar, assicurandogli che non solo avrebbe vinto, ma sarebbe stato accolto da tappeti rossi come trionfatore al suo ingresso nella NATO. Ora è presto per guardare già alla pace, perché non dimentichiamo che i russi sono abili giocatori di scacchi e quindi la partita sarà lunga e complessa. Ma nessuno si sarebbe aspettato che il quarantasettesimo presidente USA riuscisse a far sedere le parti belligeranti allo stesso tavolo, per verificare se questa volta i tempi e i contendenti siano più maturi rispetto al 2022, per far capire loro i vantaggi di una pace dignitosa rispetto a una guerra vinta a costo della vita dei propri sudditi, vittime sacrificali di re vittoriosi. In questi tre lunghi anni di conflitto, hanno perso la vita un numero impressionante di persone, tra militari e civili, di cui per vergogna dei belligeranti non sapremo mai quanti sono veramente. Mentre ciò accadeva, l’Unione Europea non è riuscita nemmeno a costruire un piccolo tavolo per la pace, limitandosi ad imporre condizioni, sanzioni, fornire armi per rendere alla Russia “pan per focaccia” ed invitare la Corte Penale Internazionale dell’Aia ad emettere un mandato di cattura contro il suo Presidente per crimini di guerra. Secondo loro, i raffinati re, Putin avrebbe dovuto chiedere scusa, ritirarsi dall’Ucraina e con la coda tra le gambe tornare a casa lasciando a Zelensky la libertà. Una visione ipocrita da parte di una Unione che di guerre e pace, a parte Tolstoy, ne sa più di tutti, visto che non c’è stato conflitto al mondo in cui i Paesi che la compongono non siano stati protagonisti. E non c’è nessuno più di loro che sappia che per fare la pace bisogna essere almeno in due. Nel caso del conflitto russo-ucraino, i raffinati guerrafondai europei hanno avuto un vuoto di memoria. Nessuno dei maestri della diplomazia mondiale ha pensato di coinvolgere Vladimir Putin, mentre Donald Trump in pochi giorni è riuscito a fare ciò che nessun altro aveva osato tentare in tre anni. E anche ora che le cose sembrano orientarsi verso una possibile soluzione, ecco che noi europei pensiamo di spendere 800 miliardi per potenziarci ulteriormente e rispondere ad un ipotetico attacco della Russia. Anche se il vero scopo sembra essere quello di tranquillizzare Ursula von der Leyen e i suoi amici raffinati re, i quali soffrono di incubi notturni sognando zar Putin che dall’Inferno lancia palle infuocate contro di loro. Tutti discendenti di case reali che un tempo erano abituati ad ordinare ai sudditi di prepararsi per il campo di battaglia, dimenticando che erano stati loro ad invadere la Russia, prima con Napoleone e più recentemente con Hitler. Almeno il rude pacifista Trump, attrezzato di pala e piccone, si sa che in cambio vuole un paio di furgoncini di terre rare e magari, se avanza, una centrale nucleare di seconda mano, mentre non sappiamo cosa vogliano i raffinati “colonialisti” dell’Unione Europea, a parte Starmer e Macron che smaniano per portare gli scarponi in Ucraina. Loro sì che mettono a rischio non solo la possibile tregua, ma addirittura la sicurezza dell’intero Vecchio Continente come a suo tempo fecero i francesi in Libia.
Raffinati guerrafondai e rudi pacifisti