Il Fondo

Ritrovare una sanità uguale per tutti

Quando sei morto, sei morto. Che tu finisca in un loculo anonimo alla periferia del cimitero o in una cappella privata che sembra un loft, cambia poco. Anche il ricco sfondato avvolto nel bianco marmo di Carrara è trapassato come te. Senza considerare che le sistemazioni definitive le scelgono il Diavolo e San Pietro. Vale lo stesso nella vita: se io chiamo la pizza a domicilio e tu ceni in un buon ristorante alla fine saremo entrambi sazi e contenti. Peraltro una margherita ben cotta piace a tutti. Lo stesso discorso vale per le vacanze, le case e le automobili. Di barche e jet non so nulla, quindi passo. E poi se una cosa non la conosci perché mai dovrebbe metterti a disagio? La salute però è un’altra cosa. Una chance per vivere dobbiamo averla tutti. Non è accettabile che qualcuno viva più a lungo solo perché ricco. La sanità pubblica nasceva per questo: garantire a tutti il diritto alla cura. E questo ruolo dovrebbe continuare ad averlo. Fino a poco tempo fa almeno ci restavano i pronto soccorso. In caso di incidente il medico del 118 non ti chiedeva il saldo del conto corrente. Se avevi la fortuna di incontrare un dottore in gamba ti salvava la pelle a prescindere dall’auto con cui ti eri schiantato contro un muro. Poi, certo, tu facevi riabilitazione in una clinica privata mentre io tornavo a casa in autobus con le stampelle. Ma cosa importante, grazie alla sanità pubblica, eravamo vivi tutti e due. Oggi le cose sembrano andare diversamente. I ricchi stanchi di aspettare l’ambulanza si sono organizzati. Hanno fatto un convegno a Dubai, o qualcosa del genere, e hanno deciso che per le emergenze mediche serve qualcosa di meglio. Così si sono fatti impiantare sottopelle una decina di chip: uno sostituisce il cuore, un altro si adatta ai polmoni, un terzo ai reni…e avanti così, fino all’arrivo dell’aereo-ambulanza attrezzato come un policlinico volante. E il cervello? Quasi il più semplice: con l’intelligenza artificiale nessuno rischia più di restare scemo. Ti mettono un chip intracranico e il problema è risolto. E per noi umili mortali cosa è stato deciso? La sanità deve tornare ad essere uguale per tutti. Anche perché era l’unica cosa giusta che avevamo, peraltro invidiata dal mondo intero. Destra e sinistra dovrebbero ritrovare lo spirito dei padri e dei nonni, e non permettere che la salute torni un privilegio per pochi. Dove se sei ricco il tumore lo scoprono mentre si sta ancora organizzando ad aggredirti, mentre se sei povero lo vedono già armato fino ai denti sul campo di battaglia. È solo una questione di tempistiche? No. Nelle cliniche convenzionate spesso TAC e risonanze sono quelle di prima generazione. Un po’ come viaggiare in autostrada con una Diesel Euro 3: quando acceleri viene fuori una nuvola di fumo nero e tutto intorno si vede poco o nulla. Insomma ritrovare una sanità uguale per tutti non è auspicabile, ma indispensabile. Compresi gli apparecchi diagnostici più moderni.