Se sottraiamo gli anni dell’infanzia e della vecchiaia, la vita adulta si riduce, nella migliore delle ipotesi, a circa cinquant’anni. In questo breve lasso di tempo dobbiamo formarci, studiare, specializzarci, creare una famiglia, pagare un mutuo… e nei pochi momenti che ci restano per godere della “vita”, siamo costantemente bombardati dalle notizie catastrofiche che giungono dal Medio Oriente e dal fronte ucraino, come se forze invisibili stessero tessendo le trame per scatenare un nuovo conflitto mondiale. Speriamo di no! Tuttavia, l’esempio della Russia, seguito dalla NATO, sembra accelerare questa frenesia di conflitto totale, come se la storia recente non ci avesse già insegnato nulla sulle decine di milioni di morti e le tragedie causate dalle guerre del Novecento. Le tensioni attuali stanno spingendo i Paesi europei a cercare un casus belli, fornendo all’Ucraina armi sempre più devastanti da utilizzare contro la Russia. Ma questo non ha nulla a che vedere con la solidarietà, bensì con gli interessi di Stati e multinazionali che producono armamenti. Dietro questa spinta verso la guerra ci sono interessi spregiudicati che vogliono strappare l’Europa alla sua pace in nome dell’opportunismo, convincendoci che, ora che l’era della ricostruzione postbellica è conclusa, l’unico modo per rilanciare l’economia è un’altra guerra fratricida nel cuore del continente. Anche l’idea di un’economia green, che prometteva di rivoluzionare il nostro modo di vivere, sembra tramontata, lasciando il posto a soluzioni discutibili come quella di lasciare i tappi attaccati alle bottiglie di plastica, contribuendo solo ad aumentare il rischio di contaminazioni batteriche. E mentre ci distraggono con queste “genialità”, ci spingono verso una guerra con la “G” maiuscola. Cinquecento milioni di europei sono sempre più preoccupati per il calo del potere d’acquisto e il rapido esaurimento dei risparmi, colpiti da costi energetici insostenibili. La soluzione proposta dai “tecnici” dell’economia e della finanza? Distruggere tutto per poi ricostruire. E così, la guerra diventa una risposta inevitabile. In nome di una presunta giustizia, ci raccontano della possibilità di rimborsare l’Ucraina con i 35 miliardi che la Russia aveva depositato in Occidente, mentre i missili prodotti dai Paesi NATO vengono lanciati in territorio russo come se fossero fuochi d’artificio. È una farsa che flirta col dramma, orchestrata da chi pensa che sganciare una bomba atomica nel cuore dell’Europa possa essere la panacea per i nostri mali economici. Le lobby delle armi, infatti, non esitano a suggerire di permettere a Kiev di colpire la Russia… con i soldi dei russi! È giunto il momento che i cittadini dell’Unione Europea diano un senso al sogno dei Padri Fondatori, alzando un unico grido di Pace. Che siano la Russia e la NATO a smettere di ostentare i muscoli.
Russia e NATO smettano di ostentare i muscoli