Il Fondo

Sanità: torneremo tutti bambini

Di Val Gempis, U.S. Air Force - http://www.defenseimagery.mil; VIRIN: 980901-F-1740G-105, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9783799

Medici che non parlano la nostra lingua prenderanno il posto di coloro che la capiscono perché hanno studiato nelle università italiane; quindi, verosimilmente all’inizio per spiegare i nostri sintomi useremo il linguaggio gestuale dei bambini i quali a domanda dove ti fa male il pancino rispondono indicando il punto con la manina: bua, qui! In maniera massiccia sembra aver rotto gli indugi la Regione Calabria che in piena estate ha stipulato un accordo con la società dei medici cubani impegnandosi ad inviare nelle strutture sanitarie calabresi 497 camici bianchi in tempi rapidi. Addirittura pare già abbiano iniziato a lavorare i professionisti caraibici che conoscono la nostra lingua e gli altri, prima di prendere servizio, seguiranno corsi di italiano. In ogni caso i medici verranno affiancati da personale sanitario italico che all’evenienza spiegherà, perdonate la provocazione, che non dovrà togliere la milza ma la colecisti! Ed è così che si cercherà di dare risposte immediate alle necessità dei cittadini. Chissà se i ‘benestanti’ saranno disposti a rischiare che venga loro cavato l’occhio destro piuttosto che il sinistro! andranno negli ospedali privati o in quelli pubblici facendo la fila alle quattro del mattino per imparare in ‘gaelico’ le parole corrette perché venga loro asportato l’occhio giusto…solo perché in quel momento il personale di supporto è andato in bagno! Accidenti, di questa problematica che vede la sanità pubblica svuotarsi dei camici bianchi, la politica come nulla fosse lascia alle regioni la decisione di dove reperire personale medico per curare la nostra salute. Scusate, ma proprio perché la salute è nostra il tema dei ‘medici stranieri’ sta emergendo come possibile soluzione anche in altre regioni e forse sarebbe opportuno promuovere un sondaggio per chiedere ai cittadini se vorranno o meno affidarsi a professionisti provenienti da Paesi dove magari i protocolli di sicurezza non corrispondono agli standard europei.