Il Fondo

Secondi in Europa per infezioni ospedaliere 

MANIFESTAZIONE SI ALLA SANITA' PUBBLICA

Per capire dove origina una parte rilevante delle infezioni che si contraggono in ospedale bisogna essere stati ricoverati almeno una volta ed aver osservato come vengono fatte le pulizie dal personale addetto. Magari si tratta, come la catena di San’Antonio, della ‘quarta’ ditta appaltante dopo la capofila in ordine cronologico, che affida la pulizia ad un poveretto il quale per pochi spiccioli effettua, finalmente, il lavoro vero: cambia le lenzuola, disinfetta con un panno sgualcito il comodino ed in pochi minuti lava il pavimento tra un paziente che va e uno che entra. Infatti, ciò che contraddistingue l’operatore preposto è la lentezza con cui vengono eseguiti i movimenti e la velocità con cui, cronometrato, in pochissimo tempo pulisce la stanza del reparto. I protocolli evidentemente prevedono tutto ma non tutto, altrimenti solo lo scorso anno in Italia quasi 500.000 persone non avrebbero contratto un’infezione ospedaliera; numero impressionante se pensate che la percentuale sfiora il 9%: medaglia d’argento in Europa, seconda solo al Portogallo. Certo, non è dappertutto così perché immagino che nel privato ci sia una ritualità ben diversa. Il punto è sempre quello: cosa ci tocca patire a noi comuni mortali che, consapevoli, andiamo in ospedale con l’armamentario degli scongiuri: cornetti rossi, ferri di cavallo e due corna di peluche. E in Europa? Beh, qui i numeri sono più interessanti perché ogni anno circa 4milioni di pazienti ricoverati negli ospedali dell’UE contraggono almeno un’infezione associata all’assistenza sanitaria durante la loro degenza. Questi dati vengono pubblicati nell’ambito dell’indagine sulla prevalenza delle infezioni associate all’assistenza sanitaria e sull’utilizzo di antimicrobici soprattutto negli ospedali per acuti. Certo, nel 2022-2023 il Covid, associato all’assistenza sanitaria ha contribuito in modo significativo all’aumento del peso delle infezioni ospedaliere rispetto al precedente rapporto. Le infezioni del tratto respiratorio, tra cui la polmonite e la pandemia associata all’assistenza sanitaria, hanno rappresentato quasi un terzo di tutti i contagi segnalati seguiti da quelli del tratto urinario e del tratto gastrointestinale. Di tutto ciò almeno il 20% delle infezioni sono ritenute prevenibili. Semplici misure come l’igiene delle mani e la disponibilità di dispenser per la soluzione alcolica al letto del paziente possono ridurre considerevolmente il numero dei contagi ospedalieri. Anche interventi più complessi, come garantire un numero adeguato di camere singole e personale specializzato nelle pulizie svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione. Tuttavia, si sono verificate variazioni significative nell’implementazione dei programmi nelle case di cura europee, indicando la necessità di pratiche standardizzate e maggiori sforzi per migliorare la conformità alle misure tout court. Insomma, le infezioni associate all’assistenza sanitaria rappresentano una sfida per la sicurezza dei pazienti negli ospedali…perché l’Italia è seconda in Europa per le famigerate contaminazioni ospedaliere!