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Senza “Cencelli” l’Europa rimarrà il sogno di Spinelli

Di Unknown - http://www.dieeuros.eu/Altiero-Spinelli-Vom,5235.html?lang=fr, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=5347353

I 27 Stati membri con diritto di voto paritario e la necessità di decisioni unanimi rappresentano un doppio freno che impedisce all’Unione Europea di esprimere appieno il suo potenziale. In qualsiasi organizzazione, le regole sono stabilite dagli azionisti di maggioranza; nel caso dell’UE, questi sono i cittadini dei singoli Stati membri. Un ulteriore ostacolo alla crescita è stato l’accesso alla moneta unica, consentito in base a tassi di cambio favorevoli, che ha portato solo 18 Paesi su 27 ad adottare l’euro, creando di fatto un’Unione a due velocità con pari diritti di voto in assemblea. Questo è un evidente paradosso. Una decisione particolarmente dannosa è stata la burocrazia esasperata della Comunità Europea, che ha spinto forzatamente verso un’economia verde, mettendo a dura prova i risparmi dei cittadini, costretti a ricorrere ad essi per adeguarsi alle decisioni di un Parlamento lento e pretestuoso. In questo contesto, l’Europa è rimasta la brillante visione di Altiero Spinelli, a cui nessuno ha saputo dare corpo e, soprattutto, anima. La miopia è evidente nel non aver compreso che un Paese come l’Ucraina non avrebbe mai potuto competere sul campo contro la Russia, la nazione più grande del mondo, con l’esercito più numeroso e la potenza nucleare più forte. Questa leggerezza ha costretto Kiev a subire perdite incalcolabili e ha rappresentato una sconfitta per l’Europa. Ha inoltre spinto il presidente Zelensky a rifiutare un possibile accordo di pace nell’autunno 2022, incitandolo a credere nella vittoria. Cosa avrebbe dovuto fare l’Europa? Eccellere nelle capacità diplomatiche ed evitare che l’invasione iniziasse. Era evidente da mesi che la Russia stava ammassando forze ai confini con l’Ucraina, seguendo un conflitto già in corso da anni e appena risolto a Minsk. Ma evidentemente, la necessità di smaltire vecchi armamenti è stata troppo forte. L’Europa, maestra di diplomazia, non è riuscita a fermare un esercito che, pur non essendo ancora invasore, voleva solo essere fermato. Al di là della propaganda, non è vero che i russi pensassero fosse una passeggiata arrivare a Kiev accolti dalla folla acclamante. Altrimenti, non avrebbero minacciato l’invasione per così tanto tempo. È un po’ come il suicida che chiama tutti prima di compiere l’insano gesto, sapendo inconsciamente che sarà fermato. Invece, gli europei hanno pensato: è solo quel burlone di Putin che minaccia di fare una guerra. Con il “Manuale Cencelli” sarebbe partita una delegazione per Mosca in poche ore, mettendo le tende fuori dal Cremlino finché non fosse stato trovato un accordo pacifico. Ma, dovendo prendere una decisione a 27, convocare il Parlamento e discutere della questione, prima di trovare un accordo su chi dovesse indossare il vestito buono per andare al Cremlino, la guerra sarebbe già finita. E infatti, dopo tre anni di sanzioni e discussioni, tutto sta per finire grazie alla visione di un presidente americano che preferisce gli affari ai conflitti. Ha superato agilmente l’Europa, che ora lamenta di non essere stata convocata nei primi colloqui di pace. Nelle ultime ore, per rispondere all’arroganza di Trump, Macron ha dovuto organizzare una riunione straordinaria “fai da te” per parlare con pochi interlocutori sui possibili sviluppi della situazione. Incontro al quale ha partecipato anche la presidente Von der Lyen consapevole che i tempi per una contromossa alla velocità del tycoon sarebbero stati inadeguati. Solo per telefonare ai 27 protagonisti della Commissione Europea ci sarebbe voluta una giornata.

In sintesi, senza il “Manuale Cencelli”, l’Europa rischia di rimanere un’idea brillante, ma priva di sostanza e anima, incapace di affrontare le sfide del presente e del futuro.