Ecco, in questa fase in cui, come sempre, politica e cultura dovrebbero avere la capacità di disegnare una prospettiva di visione e non limitarsi al commento quotidiano. Ed in cui ti aspetteresti che uno stimolo venisse da intellettuali rinomati (o prezzolati?). Leggere questo intervento superficiale e minimalista di Galli della Loggia fa cadere le braccia! Quale analisi fa per uscire da una diatriba ideologica: DAD si DAD no? Nessuna! Quali ritardi ha mostrato la più importante “fabbrica di classe dirigente” di un Paese democratico? È solo un ritardo organizzativo oppure vi è qualcosa anche più profondo e culturale? Banalmente e superficialmente prima vi era un certo afflato nello spedire cartoline e lettere scritte a mano.
Vi era il trasporto e la profondità di esprimere sentimenti attraverso l’uso della carta e della penna che davano al gesto intimità e umanità. Poi sono venute le mail e le chat ed hanno stravolto questo aspetto intimistico spersonalizzandolo. Confondendo spesso l’esigenza di sintesi con la superficialità. Ebbene come si è evoluta in questo nuovo quadro, la necessità di formare ed istruire? Si parla di socializzazione, ma cosa vuol dire oggi socializzare o meglio in cosa consiste oggi.
Gli strumenti che sono in campo come si conciliano con la socializzazione nella nostra epoca? Il dibattito deve sempre essere all’insegna della lotta dei pellerossa con le frecce contro il treno a vapore, oppure serve cogliere le novità e dare risposte leggendole e comprendendole? Un liberale che si limita a denunciare il fatto che ci sono aree del Paese o famiglie che sono in difficoltà per non avere collegamenti internet e/o strumenti è come la Raggi che rinuncia ad organizzare le Olimpiadi perché generano Corruzione!! Più che liberale è da massimalisti comunisti che non hanno nel DNA il gradualismo socialista, per cui tutto e subito o niente. Ed allora meglio niente o lavorare per? Le rivoluzioni si portano dietro sempre delle fasi di restaurazione, ma passate anche queste, il senso di novità e di cambiamento alla base delle rivoluzioni, meritano e devono essere applicate col gradualismo riformista che differenzia la capacità di governare dalla volontà di denunciare. Siamo vicini alla ricorrenza e quindi non è fuor di strada definire Galli della Loggia un epigono di Bordiga!!! Buona domenica
Aldo Repeti