- A Roma prende vita Progetto Civico di Alessandro Onorato. L'intervento ai lavori di Enzo Maraio: "E' l’avvio di un progetto. Ci candidiamo a costruire insieme uno spazio politico riformista e modernizzatore, capace di dare un contributo concreto al centrosinistra"
“Soli contro tutti, siamo un po’ pazzi”. Così esordisce Alessandro Onorato alla fondazione di Progetto Civico. Lo definisce un piano industriale per l’Italia. Una Italia che non si arrende e che deve essere misurata nelle urne e non nei salotti o dai sondaggisti.
All’apertura dei lavori è intervenuto il segretario di Avanti Psi Enzo Maraio. “Con Progetto Civico e Alessandro Onorato abbiamo dato vita a una componente parlamentare comune al Senato, è l’avvio di un progetto. Ci candidiamo a costruire insieme uno spazio politico riformista e modernizzatore, capace di dare un contributo concreto al centrosinistra. Partiamo noi, ma vogliamo allargare questo progetto, aprendo le porte a quanti condividono lo stesso obiettivo, a quanti hanno lanciato significativi appelli”.
“C’è un filo rosso che ci unisce: i Comuni, i territori, gli amministratori locali. Il socialismo italiano – ha continuato Maraio – ha una delle sue radici più profonde nella storia del socialismo municipale, in quella straordinaria stagione in cui i socialisti, attraverso il governo delle città, hanno costruito diritti, servizi e opportunità, migliorando concretamente la vita delle comunità. È una storia che arriva fino ai nostri giorni. In questi anni, senza una rappresentanza parlamentare, siamo riusciti non soltanto a resistere, ma a crescere, grazie alla forza della nostra rete di amministratori. Sono stati i nostri mille amministratori a tenere viva una presenza politica, a garantire radicamento e credibilità”.
“Oggi quella tradizione – ha continuato Maraio – incontra il civismo e guarda al futuro. Con Progetto Civico vogliamo mettere insieme queste esperienze per costruire uno spazio politico riformista e modernizzatore, aperto a quanti condividono la nostra ambizione. Non partiamo dai palazzi, ma dai territori. Non vogliamo semplicemente sommare sigle, ma unire storie, competenze ed energie per dare forza a una nuova stagione del riformismo italiano”.
Qui – ha detto ancora Maraio – mi sento a casa perché rappresento una esperienza che dagli inizi del 900 è partita dal socialismo municipale con il primo deputato socialista Andrea Costa. Ripartire dai comune come erogatore di servizi. Mettere al centro le esperienze di tanti amministratori per esigenze delle persone”.
“Siamo rimasti fuori dal Parlamento ma non ci siamo fermati: abbiamo lavorato e non ci siamo mai fermati partendo dai territori e ora siamo qui. Togliere le preferenze allontana i cittadini ancora di più dalla politica. Dobbiamo costruire qualcosa di nuovo con un linguaggio chiaro ripartendo dai temi”.