Da un po’ rifletto sulle cose marginali che scrivo. Riempiamo i fogli di carta con i “principi” e dispensiamo patenti a politici, governi e ad un mondo che pare sprofondare in una confusione sempre più caotica, lasciando ampio spazio ai furbetti, che guardano al guadagno e arricchiscono in un attimo, sfruttando le debolezze di noi cittadini che, lasciate le piazze, ci confrontiamo sui social media.
A cosa serve quello che scrivo, oltre a farmi sentire partecipe di un mondo a cui posso raccontare il mio punto di vista su temi come l’ultimo scontro tra Trump e l’Unione Europea, dimenticando le mostruosità di chi ci fornisce energia per grazia ricevuta? Mi spiego: se ottieni dallo Stato il permesso di vendere energia elettrica o gas, non devi rispondere a nessuno, a parte il solito Picone che ti offre questa opportunità su un piatto d’argento. Ma non tutti possono farlo, perché per ottenere la “patente” devi avere le giuste credenziali. Non voglio sparare metaforicamente sulla solita Croce Rossa, ma se nel caso dell’energia elettrica ci fanno pagare non solo quello che consumiamo, ma anche un servizio che costa più del consumo stesso, è chiaro che sanno prendere i soldi anticipati dagli utenti, per poi pagare con una parte di questi proventi i professionisti che gestiscono il tutto. A queste condizioni, saremmo capaci anche io e te, caro lettore! Mi trattengo dal fare esempi specifici, ma vi assicuro che certe ingiustizie a danno di chi fatica ad arrivare a fine mese mi fanno davvero arrabbiare. Se ci unissimo per affrontare un problema alla volta, invece di perderci in argomenti scivolosi come la politica – dove trovare quella all’altezza delle difficoltà che viviamo è un po’ come cercare un ago in un pagliaio – probabilmente risolveremmo qualcosa. Ma se tornassimo ad avere una Classe Dirigente come quella dell’ultimo Novecento, che scriveva pochi libri ma ne leggeva molti, forse sarebbe un servizio al Paese. Perché di servizi utili ne riceviamo ben pochi…a parte qualche battuta che fa ridere chi l’ascolta. La sanità è un altro esempio di un servizio indispensabile se non vogliamo morire. Vi pare che questo sia il modo di trattare il – tema dei temi – se vogliamo davvero riportare la Sanità Pubblica ai livelli di eccellenza di una volta? O ci sentiamo miliardari rassegnandoci alla sanità privata? Siamo stanchi di soluzioni contrapposte come il bianco e il nero. Non è possibile! Con umiltà dovremmo tornare sui nostri passi e rivedere quei protocolli che si basano solo sulle percentuali, dimenticando che siamo esseri umani, ognuno con la sua storia familiare. Per favore, buttiamo nel dimenticatoio questi metodi adatti agli incapaci e torniamo a pagare i medici affinché si assumano di nuovo le proprie responsabilità sulle diagnosi e le cure conseguenti. Non è vero che, se hai mal di testa, stai per avere un ictus e devi fare mille esami. Magari ti basta solo un po’ d’acqua e bicarbonato per digerire i broccoli che hai mangiato la sera prima. Accidenti, ma chiedilo al paziente prima di mandarlo in radiologia, per evitare di finire sotto denuncia.
Mi verrebbero in mente altre cose, ma oggi volevo solo condividere il pensiero di una politica carente di buon senso, che sempre più spesso dimentica i problemi di tutti i giorni.