Il Fondo

Test di medicina: studenti vincono il ricorso al tar

Di I, Sailko, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4942241

In Italia non è sufficiente aver conseguito una laurea in medicina e chirurgia, ma bisogna frequentare successivamente un corso di specializzazione per esercitare una professione specialistica; quindi non basta accettare le richieste di iscrizione alla facoltà di medicina se poi le nostre università non sono in grado di formare adeguatamente i giovani. Il sistema è fatto per garantire un certo numero di camici bianchi al sistema sanitario nazionale…è da qui che dobbiamo partire. Poi, per carità, tutto è perfettibile, ma la situazione test o non test di ingresso apparentemente futile per chi vorrà fare il medico può essere pure modificata, o magari resa più appropriata, però l’intera organizzazione del sistema non cambierebbe di una virgola. Siamo alle solite, è l’apparato burocratico nel suo insieme che va modificato, soprattutto per accedere alla facoltà e poi trovare i corsi di specializzazione disponibili perché, come abbiamo detto, nel nostro paese per esercitare la professione devi aver conseguito un corso post laurea in uno dei nostri Atenei. Ora in mezzo a questa confusione che ha mandato in crisi il sistema sanitario nazionale per colpa non solo del Covid, in quanto il nostro piano pandemico era vecchio di anni, ci mancava che il tar del Lazio accogliesse il ricorso presentato dagli studenti a causa di alcune domande ritenute errate nel test di ingresso a medicina sulle prove dell’anno scorso. I giudici, infatti, con sentenza definitiva hanno disposto l’immatricolazione dei ricorrenti nella sede di prima scelta. Il fatto si riferisce ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria dove i ragazzi avevano conseguito un punteggio che non consentiva loro l’immatricolazione in nessuna sede prescelta. Adesso in ragione delle domande errate nel test di ingresso gli studenti hanno presentato ricorso ed in virtù del riconoscimento dell’errore hanno ottenuto giustizia dichiarando: ‘siamo contenti che i giudici abbiano accolto le nostre tesi e confermato la presenza di domande errate nel test. Un test anacronistico che non premia i migliori e non garantisce meritocrazia e parità di trattamento’.
L’esito della verifica espletata dall’Istituto Superiore di Sanità sui quesiti della prova nazionale ha dato ragione ai ricorrenti, confermando l’erroneità e l’ambiguità di alcune domande che avevano precluso l’ingresso degli studenti a medicina. Ora questo cambierà le cose? nemmeno per sogno, tutto rimarrà tale e quale per le ragioni che abbiamo espresso all’inizio del ragionamento!