Sembra che la produzione e la vendita delle armi siano state da sempre un grande affare, forse addirittura il più grande di tutti. Ogni volta che nel mondo c’è un conflitto i Paesi produttori si fregano le mani precipitandosi sul teatro di guerra del momento mostrando le loro mercanzie e tutti tornano a casa contenti per aver concluso l’affare: chi per averla spuntata sui carri armati, chi per aver venduto le famigerate bombe a grappolo e chi per aver venduto i droni che in questo momento pare vadano a ruba. Insomma, le guerre sono un affare per tutti meno che per i luoghi di guerra dove si svolgono i combattimenti, ed è lì che inesorabilmente sempre di più perdono la vita donne, bambini, anziani, disabili: spesso sulla loro pelle vengono pure premiati i combattenti per i comportamenti tenuti sui campi di battaglia. Ora l’Ucraina invasa dalla Russia sembra essere diventata un crocevia di scambi di armamenti enorme, forse il più grande mercato d’armi dall’ultima guerra mondiale. Alcuni Paesi, un po’ come i bulli di strada, non ce la fanno a non menar le mani e soprattutto a non avere un comportamento civile: è più forte di loro e per altri lo è addirittura più. Se davvero, come è vero, c’è tanta smania di prendersi a cazzotti, lanciarsi frecce ed oggi bombardarsi perché non farlo in aperta campagna piuttosto che nei centri abitati! Da qui ne potrebbe nascere un affare che comprenda la vendita di armature corazzate dove i produttori di spingarde mentre fanno la pipì si possano confrontare a chi ce l’ha più lungo! Prendiamo la Russia, per esempio, la Nazione più grande del mondo, grande al punto che ci sono ben 11 fusi orari e tre quarti dei suoi territori sono disabitati; mi chiedo se non sia più proficuo affittare parte di quelle immense proprietà terriere perché le Nazioni che si stanno sulle palle si possano cannoneggiare a piacimento, peraltro senza nulla togliere ai produttori di armi, anzi! Non sarebbe un’ottima idea per tenere lontano dai massacri le popolazioni civili?! Ma si, un po’ quello che succede con il pugilato dove tutto si risolve con un ring; certo in questo caso sarebbe un ‘ringone’, ma la sostanza non cambierebbe.
Un grande ring dove sfidarsi a cannonate