Tutto ciò che fino al secolo scorso veniva circoscritto a pochi intimi oggi per merito (o demerito) della Rete viene amplificato all’infinito: ogni cosa rimbalza in tempo reale da un continente all’altro come se in quella particolare circostanza fossimo fisicamente presenti. Anche l’ingiustizia e la disparità sociale ora appaiono per quello che sono amplificando quella vanità che un tempo rimaneva circoscritta alla favola di Andersen ‘Il re è nudo’, ricordate? La fiaba infatti ci racconta di un imperatore vanitoso dedito alla cura del suo aspetto esteriore e in particolare del suo abbigliamento.
‘Un giorno due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto, sottile, leggero e meraviglioso, con la peculiarità di risultare invisibile agli stolti. I cortigiani inviati dal re non riescono a vederlo, ma per non essere giudicati male riferiscono all’imperatore esaltando la magnificenza del tessuto. L’imperatore, convinto, si fa preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli viene consegnato, però, si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere alcunché, attribuendo la non visione del tessuto a una sua indegnità che egli certo conosce, e come i suoi cortigiani prima di lui anch’egli decide di fingere e di mostrarsi estasiato per il lavoro dei bravi tessitori. Con il nuovo vestito sfila per le vie della città di fronte ad una folla di cittadini i quali applaudono e lodano a gran voce l’eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi e sentendosi segretamente colpevoli di inconfessate indegnità. Questa specie di incantesimo finisce quando un bambino, sgranando gli occhi, grida con innocenza “Ma il re è nudo!”. Ciononostante, il sovrano continua imperterrito a sfilare come se nulla fosse’. La vanità dei monarchi una volta era accettata perché, seppur maturata nell’ingiustizia dei regnanti, essi emulavano chi li aveva preceduti; insomma era sempre stato così! Oggi, invece, i nuovi ‘padroni’ del mondo si sono formati nella generazione in cui vivono ed hanno appreso l’arte di dominare l’uomo fragile che spesso, preso dall’entusiasmo, si illude che certi diritti come, ad esempio, la sanità non gli saranno tolti. Accidenti, il mondo pullula di soprusi grazie a quella legalità che rende gli uomini disuguali, disuguali al punto che solo se ti puoi permettere la sanità privata potrai avere una prospettiva di vita maggiore di chi non può! La stessa cosa vale per la giustizia al punto che le carceri, a parte la parentesi ‘mani pulite’, sono piene di poveracci che non possono pagare quegli studi legali i quali vincono solo in funzione dell’ammontare della parcella. Mai come in questo periodo il re è stato sfacciatamente tanto nudo e, nonostante i telefonini, nessuno se ne è accorto perché viene considerato come un Dio. Anche i bambini hanno perso quell’acume che una volta la strada gli insegnava e, tanto quanto i padri, sono indifferenti ad una classe dirigente che li sta privando di ogni cosa perché disattenti ed affascinati da quell’immaginifico tessuto che, poverini, loro stessi possiedono se mostrassero le rispettive nudità. Si accontentano di un mondo senza giustizia sociale: il re è nudo e nessuno se ne accorge e drammaticamente nemmeno più i bambini che ormai non vivono più la realtà, ma il mondo virtuale dell’amicizia che non c’è!
Un mondo senza giustizia: il re è nudo