E’ la stampa francese ad auspicare un giorno sì e l’altro pure che anche in Italia c’è l’occasione che si passi al loro regime semipresidenziale. Paura di restare soli? Certo la preoccupazione che non ci siano partener credibili per far nascere la nuova Europa federale perché solidale. Ebbene sì i nostri cugini ci ricordano che la grande occasione ci è offerta da una presenza di grande autorevolezza quella di Draghi e l’immancabile raffronto con De Gaulle con la sua cura contro il degrado della V Repubblica. In sostanza l’attuale Governo Draghi è la bianca colomba estratta dal cilindro di Mattarella, necessaria ma temporanea, destinata ad essere travolta dopo il cambio al Quirinale senza la convergenza verso un nuovo amalgama istituzionale. Nell’ottica francese non vi è dubbio che la maggiore produttività di Draghi presuppone che ricopra la più alta e decisiva carica dello Stato, scaricato dagli impegni troppo assorbenti della guida quotidiana del: Paese per avere il tempo necessario per un efficace raccordo per due istituzioni da riformare in contemporanea in Italia ed in Europa. Il giudizio sottostante è molto severo verso la nostra classe dirigente degna tutt’al più d’essere comprimaria di un’autorità eletta ed auspicabilmente super partes. Le condizioni per far quadrare il cerchio dei tempi di De Gaulle non ci sono e non c’è da girarci intorno: l’unica sede possibile è un’Assemblea costituente da eleggere in contemporanea con elezioni generali nazionali od europee. Le più vicine sono quelle nazionali e l’occasione va colto a volo perché le riforme e come farle presuppone una visione che parte dalle garanzie della convivenza democratica e dalla potestà ineludibile di decidere democraticamente le sorti del Paese. L’Assemblea costituente deve far fronte al problema dei problemi, quella che il Presidente della Camera Fico auspicò all’atto dell’insediamento: restituire centralità al Parlamento, espressione della volontà popolare, che si è andato svuotando progressivamente a partire dalla ferita più profonda del passaggio dal regime degli eletti a quello dei nominati dall’oligarchia, la miccia che ha fatto esplodere la ribellione grillina con le sue visionarietà e insensatezze che sta pagando a duro prezzo. Non è di oggi ma un crescendo da anni l’espropriazione del Parlamento minoranza e maggioranza, coi voti di fiducia per urgenze comunque motivate e il governo Draghi farà peggio di tutti per la mole incredibile degli impegni da onorare. Un passaggio urgente ed obbligato è ricondurre ad una sola Camera la legittimazione del Governo e dei suoi atti contro gli abusi e i blocchi prodotti da un bicameralismo paritario, come voler partecipare, unico Paese in Europa, alla formula 1 in continua accelerazione con una macchina d’epoca!
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