I Clipper, veloci navi a vela adibite al trasporto delle merci sulle rotte oceaniche, sul finire del XIX secolo vennero utilizzati per portare nella “cassaforte” europea ogni ben di Dio dal mondo intero; da tempo hanno invertito la rotta in quanto nel Vecchio Continente nulla è più come prima. Infatti, a parte alcune eccezioni, oggi esportano manufatti prodotti da manodopera straniera per ottenerne in cambio il sudato compenso. In breve, ora ci è chiaro che l’epoca dello sfruttamento è finita e per guadagnare i quattrini indispensabili al mantenimento sociale dei cittadini abbiamo finalmente compreso che i prelievi gratuiti dai bancomat “africani” sono finiti e alla mattina dobbiamo alzarci all’alba non più per andare a caccia, ma a lavorare. Oddio, non è tutto così semplice perché in realtà siamo ancora grandi produttori di armi offensive (non esistono cannoni difensivi!) che puntualmente vendiamo a quei paesi che un domani le potrebbero utilizzare contro di noi chiedendoci indietro quanto abbiamo loro sottratto pagandoli con specchietti e collanine colorate. La letteratura è particolarmente ricca di descrizioni sui modi con cui abbiamo depredato soprattutto l’Africa e il Sud America. Ora, in questa oggettiva difficoltà dell’Europa, la sua Classe Dirigente non è ancora matura per fare un salto di qualità e lanciare un messaggio al mondo senza ipocrisie e varare il progetto di “fondersi” davvero in un’unica, grande, comunità. Qualcuno eccepirà che la definizione Comunità Europea già esiste…certo, ma solo nel nome perché siamo uniti esclusivamente dall’Euro e la Nato non è l’esercito europeo. Accidenti, in particolare avremmo potuto già da tempo obbligarci per legge ad una lingua comune che, fuor di retorica, dovrebbe essere l’inglese. Ebbene, al primo Consiglio del nuovo Parlamento all’ordine del giorno ci dovrebbe essere proprio questo tema. Un segnale, un simbolo; d’altronde la storia non è sempre stata fatta per questioni di principio?! Certo, anche per denaro, ma passatemi la banalità il popolo per sentirsi “comunità” e guardare con orgoglio alla bandiera ha bisogno di capirsi; accidenti, non è possibile che a quasi un quarto di secolo dall’entrata in vigore della moneta unica non si sia fatto altro che recriminare a ciò che eravamo e non a quello che vorremmo essere, al fine di contare ancora nel mondo senza nostalgie colonialiste. Che i Clipper, dunque, tornino a solcare i mari come segno di libertà e la scienza divulghi il suo patrimonio nel mondo: Intelligenza Artificiale docet. Un sogno? No, una necessità se vogliamo evitare, in una situazione continentale difficile, un altro catastrofico conflitto mondiale.
Una situazione continentale difficile