Il Fondo

Viva Zelensky, via Zelensky

ZELENSKY

Gli eroi rimangono nei libri di storia, ma nessuno di loro, dopo le coraggiose gesta, rimane a capo di alcunché. Volodymyr Zelensky non fa eccezione a questa regola della vita. Dopo essersi battuto come un leone ed aver percorso più volte il giro del mondo in cerca di aiuti per il suo popolo, sarà destinato a farsi da parte, se davvero vorrà aiutare i suoi concittadini. A paradigma, citiamo un’espressione latina medievale equivalente al latino classico Deus vult!, che significa “Dio lo vuole”: grido usato da Pietro l’Eremita nelle sue predicazioni per arruolare crociati tra gli uomini comuni. Lo stesso Dio che, salvandogli la vita nel recente attentato, ha posato la sua mano protettrice sul capo di Donald Trump, assegnandogli il compito di pacificare il mondo in cambio di qualche manciata di terre rare, a ricordo di un’opera buona. Un destino riservato ai grandi uomini, dove c’è chi scende e c’è chi sale. Nel nostro caso, nella scalata verso il divino, attualmente è favorito il tycoon, mentre Zelensky, sotto sotto, sta cadendo in disgrazia e, come Calimero, non lo vuole più nessuno. Sdrammatizziamo un po’ la vita, perché se pensiamo che, dopo il Covid, oltre alle 56 guerre in corso nel mondo, siamo stati coinvolti anche nel conflitto israelo-palestinese ed quello russo-ucraino; accidenti, ci sarebbe solo da piangere per il modo con cui noi poveri gonzi siamo trattati! Visto soprattutto che, oltre alle spese già sostenute fino ad ora, dobbiamo farci carico anche degli 800 miliardi stanziati dalla presidente Ursula von der Leyen, la quale la notte sogna Vladimir Putin che sputa fuoco dalla bocca incendiando la Comunità Europea. In questa gabbia di matti ci siamo noi, vittime sacrificali di donne e uomini che abbiamo liberamente eletto a rappresentarci in ogni dove. Ora dibattiamo e critichiamo le scelte che abbiamo fatto come se in cabina elettorale avessimo delegato qualcun altro a votare al nostro posto! Chi non vuole più assolutamente Zelensky è Putin, che lo vede come il toro la muleta. Trump, cosa volete, da buon affarista si adatta per portare a casa lo sfruttamento delle terre rare che rischierebbero di finire alla Cina insieme alle altre enormi quantità celate nel suo sottosuolo. Insomma, tutto verte sugli sporchi interessi che hanno sempre condizionato la guerra e la pace…nulla a che vedere con il capolavoro di Tolstoy. Siamo alle prove generali di un possibile disastro nucleare se Zelensky deciderà di restare al suo posto, ovviamente dopo essere passato al vaglio elettorale in ritardo, a causa del coprifuoco in vigore in Ucraina. Ecco, secondo Putin e Trump, Zelensky non si dovrà presentare, perché gradito esclusivamente all’Unione Europea, che ha tutt’altre mire rispetto a quelle dei russi e degli americani. Ed in questo groviglio di autorizzazioni e divieti, diventano sempre più numerose le voci di corridoio che sussurrano: “Viva Zelensky, via Zelensky: Deus lo volt”.