La guerra russo-ucraina nel cuore dell’Europa dovrebbe insegnarci la follia di inseguire effimere conquiste. Tre anni di feroci battaglie per cosa? se non per mandare a morire una generazione di giovani. Oggi nel nostro mondo molto è cambiata rispetto al passato: un tempo i re sfidavano la morte sui campi di battaglia, guidando i loro soldati. Ora, invece, tra una riunione e l’altra, comodamente seduti su poltrone di velluto rosso porpora, un paio di battute spiritose e con uno stipendio assicurato, si decide di mandare a combattere donne e uomini – e, in alcuni paesi, anche bambini-soldato – per ragioni di principio. “Tu mi hai toccato il naso e io ti bastono a sangue.” Ed è così che, di principio in principio, abbiamo spinto gli ucraini a farsi massacrare dai russi, solo per svuotare i magazzini delle nostre armi obsolete. Mentre scrivo, mi viene in mente una riflessione: se un ladro entra in casa per rubarvi la televisione, vi prendete una coltellata rischiando la vita per difendere il vostro diritto all’informazione, o lasciate che si informi anche lui? Le guerre si combattono sempre per prendere o difendere qualcosa, spesso lasciandoci la vita. Ne vale davvero la pena? Stiamo vivendo un nuovo momento di esaltazione, convinti che armarci contro il nemico, ieri nostro amico, sia l’unica cosa giusta. La gara al riarmo è già iniziata, con il fine di trovarci in piazza per sfidarci a chi ha il cannone più potente. Ma non era meglio ieri, quando in piazza ci ritrovavamo per sognare viaggi esotici o per sgommare con il motorino? Oggi, le persone muoiono anche perché la sanità pubblica nel vecchio Continente, dopo anni di successi, lascia a desiderare. Non sarebbe più saggio investire nella ristrutturazione degli ospedali e destinare le risorse necessarie alla ricerca, con l’obiettivo di sconfiggere le malattie rare, il vero nemico dell’uomo? Pacifista? No, semplicemente realista. In tanti, infatti, non hanno capito fino in fondo perché Zelensky abbia permesso che il suo grande Paese venisse distrutto, né perché Hamas sia riuscito nell’impresa di far radere al suolo la città di Gaza. Perché? Non si poteva evitare tutto questo? O forse la smania di esplodere le bombe in scadenza in Occidente era talmente forte da soffiare sul fuoco della guerra? Trump, chiede che l’Europa investa il 5% del suo PIL in armamenti. Secondo voi, lo fa perché ha a cuore la sicurezza dell’Unione, o perché vuole vendere missili? Mai come in questo momento, l’essere umano vive il presente: ora e subito.
Basta con le armi. Investiamo in ricerca e, nei limiti del possibile, cerchiamo di vivere al meglio ciò che il destino ha riservato a ciascuno di noi. La Signora Von der Leyen chiede 800MLD per prepararci alla guerra? No, grazie, se la faccia da sola!