Gentile Direttore,
desidero richiamare l’attenzione dei lettori dell’Avanti! e di tutti i compagni del PSI sullo sviluppo della politica in Ungheria, Paese sempre meno europeo e sempre più nelle mani della Russia di Putin. Mi rendo conto che questo non è un tema da congresso nazionale, ciononostante vorrei si sapesse, una volta di più, che la deriva autoritaria, da queste parti, vivo a Budapest, è sempre meno una mera espressione, di cui a volte, sui media, si abusa, e sempre più realtà. L’ Ungheria non è più repubblica, il termine è stato abolito. I nuovi documenti di identità non avranno più bandiera nè simboli della UE. La costituzione imposta da Orban con procedure parlamentari da quarto mondo, è illiberale. Essere omosessuali, è pericoloso. Parlare di politica in un luogo pubblico, è pericoloso. Leggere, in pubblico, un quotidiano di sinistra, può essere pericoloso. In pochi anni, la destra magiara è riuscita, con sotterfugi, propaganda, mistificazioni, a mettere le mani su tutti i settori dell’amministrazione, violando le regole sfacciatamente eludendo le accuse di corruzione e di scandali finanziari, e sta portando a termine, nell’indifferenza dell’Europa, una enorme opera di falsificazione della Storia, che tocca tutti i temi sensibili del passato nazionale, distorcendo i fatti e creando e nutrendo falsi miti. Ciliegina sulla torta, la questione dei rifugiati: dopo le vergognose pagine di razzismo e dicriminazione dell’estate scorsa, Orban si appresta a indire un referendum teso a vanificare le quote migranti UE : il metodo sarà il solito, quesito fazioso, propaganda tambureggiante, media ormai quasi asserviti.
Cordiali saluti, Mario Mosca.