Caro Direttore,
nel suo rapporto sullo stato dei diritti umani nel mondo relativo al periodo 2015-16 Amnesty International dedica un lungo capitolo all’Ungheria. Il risultato dell’indagine appare tetro. In particolare si segnala quanto segue:
1. Gli emendamenti costituzionali e la sostituzione di diversi membri della Corte suprema danneggiano significativamente l’indipendenza del potere giudiziario.
2. L’Ungheria, per mano del suo governo, sta violando le leggi internazionali sul diritto di asilo negando tale diritto a coloro i quali desiderano usufruirne.
3. La popolazione Rom residente in Ungheria è sottoposta, da tempo, a discriminazione da parte delle autorità.
4. Il governo ungherese ha messo in atto, negli ultimi anni, una meticolosa campagna diffamatoria nei confronti degli immigrati, anche regolari, e di persone di altre etnie e religioni. In particolare si sottolinea la diffusione, da parte di Orbán e dei suoi, di una propaganda sistematica che spinge a identificare la religione islamica come nemico pubblico.
5. Le associazioni ngo che criticano negativamente le politiche del governo sono sottoposte ad aperte minacce e intimidazioni.
In sostanza l’Ungheria viene descritto come un Paese in cui non vengono rispettati alcuni diritti fondamentali degli esseri umani.
Dal momento che l’Ungheria è membro della Unione Europea, e non da ieri, e dal momento che il rispetto di tutti i diritti umani è alla base della nostra Unione, cosa aspetta questa Unione a farsi sentire?
Cordiali saluti,
Mario Mosca