Cronaca

Germania: i record di una coalizione semaforo

“Anche se un tedesco non fa nulla, riceve il premio Nobel per come ha organizzato questo nulla” diceva Elmar Kupke. E lo direbbe ancora oggi, davanti al nuovo governo Sholz.
Lo scorso 26 settembre 2021 le nuove elezioni federali hanno posto fine ai 16 anni del regno Merkel. Nonostante sia prassi che la formazione di un governo in Germania duri molte settimane, già il 25 novembre i lander potevano vantarsi di averne pronto uno.
I tre partiti coalizzati sono il SPD dei socialdemocratici, i Verdi e il FDP dei liberali, che insieme formano la cosiddetta AmpelKoalition – “coalizione semaforo” – con riferimento ai colori tipici del semaforo, rosso giallo e verde, da sempre attribuiti a questi partiti.
Oggi la colazione dispone di 416 seggi su un totale di 736; la maggioranza assoluta si raggiunge con 369 favorevoli, quindi i tre partiti superano agevolmente la soglia operativa.
Il nuovo cancelliere è il socialdemocratico Olaf Sholz, già titolare delle Finanze nel precedente governo; Vice-cancelliere e ministro del superdicastero Economia e Ambiente e’ il verde Robert Habeck; ministro degli Esteri la giovane verde Annalena Baerbock (42 anni); ministro delle finanze il liberale Christian Lindner, leader del FDP.
Restano all’opposizione l’Unione Democratico Cristiana e l’Unione Sociale Cristiana, che rappresentano la Destra tedesca, insieme all’ASD – Alternativa per la Germania, partito fortemente destrorso, anti immigrazione e anti vaccino, fondato solo nel 2013 ma che ha ottenuto oltre il 10% dei consensi.
La soglia di sbarramento del 5% non ha impedito alla Sinistra storica tedesca, Die Linke, di ottenere ben 39 seggi alla camera bassa garantendosi, nonostante la perdita di 30 seggi rispetto alla precedente legislatura, la presenza di 39 deputati di estrema sinistra al Bundestag.
Da rilevare è certamente lo storico traguardo raggiunto dal nuovo governo tedesco: il primo nella storia mondiale ad aver conseguito la perfetta parità di genere, con un pari numero di ministri uomini e ministri donne.
Donne responsabili di dicasteri di tutto rispetto come il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’edilizia, quello della Cooperazione Economica, dell’istruzione, della Famiglia e anche della Difesa.
Da annotare tra i primati anche la prima volta nella storia tedesca che i Verdi entrano di diritto al Governo, e la fine del bipartitismo teutonico da manuale accademico.
Merita risalto l’assegnazione del Ministero della Salute, in piena crisi pandemica, a Karl Lauterbach, chiamato a ricoprire il posto che già fu di Brandt prima e di Schmidt poi. Più volte minacciato di morte negli ultimi mesi per la guerra totale ai no-vax, e per aver assunto un ruolo di primissimo rilievo nel dibattito pubblico anti contagio, Lauterbach ha fatto tesoro dell’esposizione mediatica che, se da una parte gli ha procurato molti nemici, dall’altra gli ha garantito la titolarità più inappellabile di un dicastero: sia sul piano scientifico che su quello comunicativo, un esperto di farmacoeconomia come Lauterbach saprà egregiamente tenere le redini di un problema tutt’ora in corso di ardua soluzione (a Berlino i tamponi sono gratuiti da metà dicembre per tutti, compresi gli stranieri, e si sta valutando l’estensione della gratuità anche a tutto il territorio federale).
Sul piano prettamente politico, va stigmatizzata l’analisi costituzionale del processo di creazione del Governo Semaforo, e del sottostante “contratto di colazione” siglato dai tre partiti chiamati a gestire l’esecutivo. Quella del contratto di governo è diventata una prassi che nel tempo ha assunto carattere di doverosita’, e sfugge perfino alla piena disponibilità degli stessi attori politici. Infatti la definizione di queste intese può ormai rientrare nel novero delle convenzioni costituzionali che sono “conseguenze generali involontarie di atti particolari volontari”.
Per uno stato di antica tradizione federale come la Germania, il consolidamento di questa prassi costituzionale nel corso degli anni è rilevante indicatore di crescente integrazione politica, e testimonianza diretta di quanto, in fondo, il costituzionalismo politico possa (e debba) prevalere sul costituzionalismo legale.
Il KoalitionsVertrag del novembre 2021, fondamento della AmpelKoalition di Sholz, riporta alcuni punti chiari di pieno accordo nell’esecutivo: legalizzazione della cannabis, salario minimo a 12€ l’ora, eliminazione del carbone entro il 2030, produzione energetica per l’80% da fonti rinnovabili e naturali, azzeramento del nucleare, diritto di voto dai 16 anni.
Meno evidenti ma decisamente forti sono poi i punti comuni non dichiarati: elasticità sul Patto di Stabilità europeo, meno rigore sulla gestione del debito pubblico interno, necessità di una geopolitica totalmente eurocentrica, nessuna concessione alle mire sovietiche (economiche o umanitarie che siano), piena apertura atlantica agli USA di Biden e diplomazia morbida verso la Cina.
Come sempre, solo il futuro confermerà l’assunto in base al quale le intenzioni nascoste trainano quelle palesate. Ma di certo ancora una volta la Germania ci offre ampie lezioni da cui trarre dovuto insegnamento.