Il problema
A Roma ci sono 57.000 nuclei familiari che soffrono di emergenza abitativa, ci sono 4.500 esecuzioni di sfratto all’anno, cioè circa 150 al mese. Lavoratori, studenti, giovani coppie e famiglie sono costrette a peregrinare per i quartieri della capitale o dell’hinterland, mentre nei condomini gli appartamenti sfitti diventano case vacanze. Molte di queste, ancora, non sono note al fisco.
Chi vuole fare impresa, di quella vera, faccia alberghi o attività ricettive ma non tolga posti letto ai lavoratori e alle loro famiglie.
La soluzione
Intervenga il Comune, i Presidenti dei Municipi, le Assemblee o gli amministratori di condominio con delibere straordinarie atte a vietare lo sfruttamento degli appartamenti nella città di Roma.
Una ragione per farlo E’ meglio sostenere una famiglia che contribuisce alla crescita demografica
ed economica del Paese, o foraggiare gli speculatori dell’ultima ora? E’ meglio sostenere un lavoratore che paga le tasse o avvantaggiare chi non le paga?
Sostenere una politica contro lo sfruttamento dei condomini aiuterà ad abbassare i prezzi degli affitti e consentirà una migliore allocazione delle persone nel tessuto cittadino, anche diminuendo i picchi di traffico dovuto agli spostamenti interni alla città.
Cosa chiedono i socialisti
Delibere straordinarie da parte degli organi competenti e un censimento delle strutture ricettive, riconosciute e non, all’interno dei condomini in accordo con l’Associazione Nazionale Amministratori di Condominio. Già domani le Assemblee e gli Amministratori di condominio, i Presidenti di Municipio e
l’Assemblea Capitolina potrebbero fare molto e per tutti.
Antonio Catania
Responsabile del Dipartimento delle Politiche Giovanili del PSI i Roma Capitale