L’Autonomia Speciale del Trentino e il futuro del Gruppo Dolomiti Energia legati dalla stessa visione e da un’uguale determinazione decisionale. Un titolo forzato, artificioso? Non credo.
Il Gruppo Dolomiti Energia e’ giustamente al centro del dibattito politico trentino. Aggiungo subito: finalmente! Il tema e’ la concreta prospettiva di portare il suddetto Gruppo, il maggiore in termini industriali del Trentino da più decenni, alla quotazione in Borsa.
Parliamo di una realtà capace di produrre oltre due miliardi e mezzo di fatturato, con le oggettive ricadute fiscali nella nostra Provincia, oltre trecento milioni di utile, in gran parte distribuiti ai Soci, oltre mille e settecento dipendenti, centinaia di milioni di euro di investimenti annui nella produzione e distribuzione di energia elettrica, del metano, del teleriscaldamento, nella garanzia di acqua potabile e in una valida seppur incompleta gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Quindi, in sintesi, una realtà che tocchiamo con mano ogni giorno. Certamente migliorabile, ma oggi protagonista nella nostra vita 24 ore su 24.
Il tutto nacque a metà degli Anni ’90, grazie alla lungimiranza e alla determinazione delle due città di Rovereto e di Trento. In primis delle loro Amministrazioni comunali, Sindaci Pietro Monti prima e Bruno Ballardini dopo per Rovereto e Lorenzo Dellai per Trento, e degli Amministratori delle loro due Aziende ASM e SIT. Non fu un percorso facile. Ma le liberalizzazioni dei mercati dell’energia elettrica e del metano, dovute ai Decreti dei Ministri Bersani e Letta, imposero una giusta scelta di aggregazione e di ricerca di improrogabili economie di scala. L’alternativa era fare progressivamente della comunità trentina una facile seppur legittima preda di operatori esterni. Questo a scapito anche dell’occupazione e delle nostre valide professionalità locali. Cosa non da poco (!).
E’ cosi che nel 1998 nasce Trentino Servizi, con cui gli oltre 250 mila utenti lungo l’asta dell’Adige, da Mezzocorona ad Avio, si avvalsero di un unico gestore, di un’unica voce, per tutti i servizi fondamentali sopra esposti.
Anche varie comunità delle altre valli nello scorrere degli anni vi aderirono. Ma non fu un percorso facile, molti i “mal di campanile” e la difesa anacronistica di un orticello assai piccolo e spesso incapace di programmare quegli investimenti per salvaguardare la qualità dei servizi, le attese e le garanzie verso i cittadini e i delicati equilibri di bilancio.
Altro momento decisivo avvenne nel 2008, quando i due Consigli comunali di Trento e Rovereto e il Consiglio provinciale di Trento diedero il loro assenso alla fusione tra Dolomiti Energia e Tecnofin Strutture, da cui nacquero le due società con ENEL e Edison, a maggioranza Dolomiti Energia e quindi trentina, che diedero al Gruppo Dolomiti Energia il controllo delle maggiori centrali idroelettriche del Trentino. Vi sembra poco? A me onestamente no. Fu un traguardo importante, costato parecchie risorse finanziarie, ma in linea con i valori fondativi della nostra Autonomia Speciale.
Ora siamo innanzi ad un altro passaggio basilare per il nostro amato Trentino. Il 2029, anno in cui scadranno le suddette concessioni e che vedranno le stesse poste a gara internazionale. Ecco che allora il Gruppo Dolomiti Energia, se con esso vorremmo tutelarci tutti, abbisogna di un preciso ambizioso piano industriale e di grandi risorse per supportare i conseguenti comprensibili necessari ingenti investimenti. Tutto ciò per vincere e garantire al Trentino ulteriori decenni di sviluppo e di benessere. Stante che disporre di energia, soprattutto derivante da fonti naturali e rinnovabili, equivarrà ad avere dalla nostra parte uno strumento impareggiabile e decisivo per un felice futuro della nostra comunità trentina.
In conclusione, auspico che nei prossimi mesi in Trentino sull’importante tema in questione abbia vita un dibattito ampio, libero e responsabile. Ma pure consapevole che la partita richiede lungimiranza, meno anacronistiche gelosie territoriali, che già in passato ci hanno procurato guai e insuccessi, e molte risorse finanziarie e patrimoniali. Il diventare oggi Soci del Gruppo Dolomiti Energia non potrà essere evidentemente un passaggio gratuito. Non solo per quanto ci scrive il codice civile in merito alle società, ma soprattutto nel rispetto di quei Soci che a suo tempo ebbero la giusta visione, presero le conseguenti decisioni e conferirono le ingenti necessarie risorse finanziarie e patrimoniali. E’ qui che il Trentino, la Politica del e per il Trentino, devono essere responsabili protagonisti.
Del resto, lo abbiamo capito anche in questi anni recenti, la nostra Autonomia Speciale va conquistata e difesa con intelligenza e determinazione giorno per giorno.
Paolo Farinati
Consigliere comunale di Rovereto del PSI,
già Amministratore di ASM di Rovereto e Trentino Servizi dal 1990 al 2001,
Assessore alle Finanze, alle Attività Economiche e alle Società Partecipate
del Comune di Rovereto dal 2005 al 2010.