La terra ha indossato gli stivali delle sette leghe e a grandi passi si sta avvicinando ai dieci miliardi di persone; è solo di qualche mese fa la notizia che abbiamo superato gli 8MLD. Gli abitanti del Vecchio Continente poco più che un secolo fa rappresentavano oltre il 70% della popolazione mondiale, mentre oggi appena il 15%. Numeri e percentuali ‘indicativi’ che occorrono solamente per fissare un punto di partenza e capire le difficoltà che le democrazie del mondo devono affrontare per trovare un nuovo equilibrio non più rinviabile. Siamo in molti ad imputare i mali della convivenza civile all’impreparazione dell’attuale Classe Dirigente, ma è davvero così?! Infatti, sempre più spesso ci troviamo a dire: ah se fossimo governati dai politici di una volta, loro sì che erano preparati, ecc.. dimenticando, però, che gli episodi vanno contestualizzati nel tempo in cui accadevano. Oddio, se solo pensiamo che gli Amministratori Pubblici del nuovo millennio scrivono più libri di quelli che leggono, mentre qualche decennio addietro era esattamente il contrario, forse non abbiamo tutti i torti a lamentarci, fatto sta che criticare è utile, ma non risolve tutti quei problemi che senza rendercene conto ci stanno travolgendo. Da qui la premessa dei numeri citati all’inizio. In questo momento siamo nella fase più difficile perché la spinta al populismo è quella più semplice anche se mascherata da forme di democrazia forte che l’Occidente sta osservando con un certo interesse in Paesi come ad esempio la Turchia…citata non a caso in quanto, ricordiamolo, meno di un secolo fa sotto la guida di Ataturk fu tra le prime Nazioni a concedere il voto alle donne (1934). Accidenti come cambiano le cose! Oltretutto a proposito di incauti paragoni tra ora e allora la situazione non solo è abissale nei numeri, ma soprattutto nella gestione del potere che ieri era di competenza di pochi ‘monarchi’, mentre oggi con i telefonini ognuno di noi ‘monarca’ pensa di esserlo. Con l’avvento del digitale viviamo in mezzo ad un’orgia di richieste di diritti che i cacciatori di potere promettono a tutti rovinando tutti: reddito di cittadinanza e 110% sono emblematici dell’ordalia collettiva che, almeno in Italia, abbiamo recentemente vissuto. Tanto per espatriare nel ragionamento non è vero che ci sono poche potenze nucleari che tengono tutti noi sotto scacco, perché non conosciamo il numero dei ‘collezionisti’ di queste armi. Non dimentichiamo, infatti, che durante il cosiddetto disarmo e la caduta del muro di Berlino, che ha segnato la fine dell’URSS, sono stati disattivati migliaia di ordigni infernali, ma lo avranno fatto davvero oppure parte di essi erano ‘fotocopie’ e gli originali venduti nel diabolico mercato nero che ha prodotto gli oligarchi di ultima generazione?! La Grande Guerra è iniziata con l’attentato di Sarajevo dove un anarchico ha sparato un colpo di pistola a Francesco Giuseppe, ci chiediamo cosa potrebbe succedere oggi. Le potenze occidentali predicando la pace non fanno altro che esercitarsi e sperimentare nuove linee di difesa come recentemente è successo nei cieli di Israele…manco i commedianti di questa follia fossero d’accordo! Senza parlare della quantità di missili, bombe, mine, ecc. fatte esplodere in Ucraina per liberare i magazzini dei mercanti di morte che presto si trasformeranno in ‘caritatevoli’ bonificatori dell’immenso territorio ucraino e, naturalmente, della sua ricostruzione. Non è facile concedere i ‘diritti’ a dieci MLD di persone con una visione lucida d’insieme. Francesco Giuseppe si è preso la pallottola che ha acceso la micia della prima Guerra Mondiale, ma se per disgrazia oggi qualcuno dovesse far esplodere una bomba sporca, pensandola come un ordigno depotenziato, quasi ininfluente, provocherebbe una globale ed inimmaginabile reazione a catena con centinaia di milioni di morti…altro che l’attentato di Sarajevo e le sue catastrofiche conseguenze!
Ieri l’attentato di Sarajevo oggi il pericolo della bomba sporca