- Scuola, sanità, lavoro e non solo. Alcune idee dalla Lombardia
Cari Compagni,
ci tocca lavorare sui temi che seguono affinché la sinistra, in Italia, abbia il peso adeguato per contribuire concretamente al miglioramento delle condizioni sociali.
Occorre ridisegnare il mercato del lavoro, recuperando il ruolo del pubblico e rivedendo l’organizzazione del lavoro nella Pubblica amministrazione. È necessario razionalizzare la spesa per garantire ambienti professionali migliori e servizi di qualità, ma anche intervenire per accrescere la capacità reddituale, di spesa e di risparmio dei cittadini, contrastando con strumenti efficaci la povertà.
Dobbiamo poi riportare la sanità pubblica alla sua funzione originaria: la tutela della salute della comunità, anziché una logica prevalentemente aziendale. Serve un atto di coraggio anche nei confronti degli interessi e delle lobby della sanità privata, riaffermando la centralità e l’universalità del Servizio sanitario pubblico.
È altrettanto necessario riorganizzare la scuola pubblica, razionalizzandone contenuti e procedure e orientandoli all’efficacia. Pensiamo, ad esempio, all’insegnamento delle lingue, all’accesso all’università e all’introduzione del semestre filtro per la facoltà di Medicina. Bisogna evitare che l’accesso effettivo all’istruzione e alle opportunità formative finisca per diventare una questione di censo.
Sul piano internazionale, la sinistra deve darsi un profilo di politica estera chiaro, coerente con l’obiettivo di costruire un assetto federale europeo più armonioso, democratico e autorevole, facendo tornare l’Italia protagonista di questo processo.
La tutela dei diritti sociali spetta oggi più che mai ai socialisti, perché la sensibilità necessaria a rappresentarne l’essenza appartiene profondamente alla nostra cultura politica. Tutto questo deve collocarsi in un contesto sempre vigile sui diritti civili, ma anche capace di una lettura realistica dei fenomeni. Diritti acquisiti e consapevolezze ormai radicate nella società – dalla libertà individuale alla pluralità delle famiglie, fino alla libertà dell’identità personale, sessuale e religiosa – devono essere considerati conquiste da non rimettere in discussione.
Attraverso il Partito Socialista, la sinistra deve dimostrare che sui grandi temi, sui diritti sociali come su quelli civili, esiste ed è capace di avanzare proposte. Non possiamo accettare che il confronto venga continuamente imprigionato nelle categorie del “politicamente corretto” o del “woke”. Educazione e rispetto sono condizioni sufficienti per consentire un dibattito franco, civile e persino aspro quando necessario, senza ricorrere a etichette che rischiano di produrre discussioni astratte mentre restano sul tavolo problemi molto più concreti.
Parliamo di una legge elettorale realmente rappresentativa, della gestione sostenibile dei flussi migratori, della tutela dell’ambiente e della sicurezza, di una politica energetica intelligente che utilizzi pienamente le fonti alternative disponibili.
Dobbiamo attivarci, altrimenti rischiamo di contribuire soltanto a far scorrere fiumi d’inchiostro su polemiche più o meno artificiose, sulla scelta del prossimo premier, sulla distribuzione delle poltrone o sul controllo dei mezzi di informazione pubblica.
E rischiamo di assistere inerti anche alla strumentalizzazione dei grandi eventi sportivi, spesso utilizzati per produrre consenso immediato senza una visione di lungo periodo: basti pensare ai Giochi del Mediterraneo e, contemporaneamente, all’assenza di una soluzione definitiva per l’ILVA.
Infine, dobbiamo interrogarci seriamente sull’impiego delle risorse destinate alla difesa e sulla necessità di costruire finalmente una strategia europea comune di politica estera e di sicurezza. Le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Lavrov sull’assenza, a suo giudizio, di un interlocutore europeo autorevole nella crisi ucraina mostrano quanto sia urgente costruire un’Europa capace di agire politicamente e diplomaticamente con una sola voce. Il sostegno a un Paese invaso deve accompagnarsi a una forte iniziativa diplomatica europea, evitando che l’Europa venga trascinata verso un’escalation senza aver definito autonomamente obiettivi, strumenti e strategia.
È su questi temi, concreti e decisivi per la vita delle persone e per il futuro del Paese, che i socialisti possono e devono tornare a far pesare la propria cultura politica.
Caterina Cazzato
Responsabile Dipartimento Giustizia – Segreteria regionale PSI Lombardia