- Maraio: “Meloni ha mandato in tilt il Paese. Se pensiamo risolverà Salvini viviamo sulla Luna. Non possiamo chiedere agli autotrasportatori di smetterla ma dobbiamo pretendere dal Governo che cominci a fare"
“La Meloni ha mandato in tilt il Paese. Carburanti alle stelle, trasporti in difficoltà e disagi enormi per famiglie, lavoratori e imprese. E se pensiamo che possa essere Salvini a trovare le soluzioni, viviamo sulla Luna. Servono interventi strutturali, seri e immediati, non annunci e propaganda”.
“Non possiamo chiedere agli autotrasportatori di smetterla di protestare, ma – spiega – dobbiamo pretendere dal Governo che cominci finalmente a fare cose serie. Giorgia Meloni, che quando era all’opposizione faceva gli spot davanti alle pompe di benzina, oggi cosa intende fare? Gli italiani non possono continuare a pagare il prezzo dell’incapacità di questo Governo”.
Così il segretario del Psi Enzo Maraio commenta la situazione sempre più complessa innescata con l’impennata dei prezzi dei carburanti. Una salita inesorabile e repentina che ha origine lontane tutte interne al mondo sovranista trunpiano. Un mondo da cui il governo Italiano non è mai riuscito a prendere nettamente le distanze. Fatto sta che Meloni ad oggi non ha dato nessuna risposta.
Meloni e il suo governo continuano con la solita tattica. Quando vi è una emergenza che non sanno affrontare ignorano il problema, mentre contemporaneamente cavalcano altri fronti nel tentativo di lucrare qualche voto. Il caso del caro carburanti è emblematico. Nessun provvedimento, se non il fugace e subito superato accordo con Eni. Anzi vi è ora il tentativo di spostare il peso delle responsabilità sui trasportatori che invece sono le prime vittime dei rincari.
La protesta dell’autotrasporto è tutt’altro che irragionevole. La situazione sociale ed economica tocca punte drammatiche, tra l’inflazione in ascesa irrefrenabile da mesi e aumenti esponenziali delle materie prime che riducono, o azzerano, i margini di profitto lungo tutta la catena produttiva.
In tutto questo si aspetta che il governo di decida ad agire con misure urgenti, da concordare in sede Ue. Intanto il rischio di blocco del paese è reale con una sorta di tempesta perfetta fatta di rincari, inflazione galoppante e scaffali vuoti.
Il governo dal canto suo se la prende con i trasportatori in protesta: “Secondo me è sbagliato bloccare le autostrade”. Ha detto il vicepremier Antonio Tajani, al forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti. “Le giuste rivendicazioni, le giuste manifestazioni per sollecitare interventi da parte del settore dell’autotrasporto non debbono però trasformarsi in un danno per i produttori e per i consumatori”.
Secondo i calcoli di Eurostat a settembre i prezzi del diesel e della benzina in Ue sono aumentati rispettivamente del 5,9% e del 6,7% rispetto ad agosto. I prezzi risultano complessivamente in aumento del 31,4% rispetto a settembre dell’anno scorso. Su base mensile, guardando solo a diesel e benzina, l’aumento si è osservato in 26 Stati membri su 27, confermando il trend negativo: già ad agosto i prezzi del gasolio erano aumentati dell’8,3% e quelli della benzina del 3,3% rispetto al mese precedente. Per l’Italia i rincari sono stati del 6% per il gasolio e del 4,5% per la benzina.
La Meloni si limita ai soliti annunci: “Il governo c’è e continuerà a essere al loro fianco”. Nel frattempo dalla strada gli agricoltori e i trasportatori rispondono a suon di clacson.