Cronaca

Polonia e Bielorussia, si cerca una risposta concreta

Ieri il Consiglio Europeo dei Ministri degli Esteri, riunitosi principalmente per affrontare la questione migranti, ha modificato il regime di sanzioni verso Polonia e Bielorussia. Si cerca di rispondere in concreto a quella che è stata definita “strumentalizzazione degli esseri umani a fini politici” perpetrata dal regime bielorusso.

Il regime sanzionatorio è stato modificato con un apposito nuovo regolamento diretto ad ampliare l’elenco dei soggetti che organizzano o contribuiscono alle attività del regime di Lukashenko nel facilitare l’attraversamento illegale delle frontiere esterne dell’UE.

Josep Borrell, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha ricordato che la decisione del Consiglio segue le conclusioni del precedente vertice di ottobre, in cui i leader dell’UE stabilirono di non accettare alcun tentativo da parte di paesi terzi di strumentalizzare i migranti a fini politici, condannando parimenti ogni forma di attacco ibrido alle frontiere dell’UE.

Che la Bielorussia possa continuare nella sua brutale repressione dei migranti, e nella costante violazione dei diritti umani è oggi fuori questione. Bielorussia di cui nessuno può dimenticare la natura fraudolenta delle elezioni presidenziali dell’agosto 2020 (mai riconosciute dall’Unione), l’intimidazione e la repressione violenta dei manifestanti pacifici, siano essi membri dell’opposizione o giornalisti.

Nel nuovo regolamento appena redatto sono 166 le persone e 15 le organizzazioni inserite nel regime di sanzioni contro la Bielorussia. Tra questi soggetti rientrano Alexandr Lukashenko e suo figlio Viktor, consigliere per la sicurezza nazionale, insieme ad altre figure chiave nella leadership politica e governativa, membri del sistema giudiziario e diversi rilevanti attori economici. Tra le misure adottate si registrano assoluti divieti di viaggio e il totale congelamento dei beni all’estero.

Si sancisce anche l’accesso immediato delle organizzazioni internazionali umanitarie ai migranti bloccati al confine con la Polonia per fornirvi piena assistenza e soccorso.

L’osservatorio europeo sui flussi migratori riporta dati ineluttabili sulla nazionalità prevalente degli arrivi irregolari: sulla rotta centrale si sono registrati oltre 15.600 tunisini, su quella orientale circa 3500 siriani e su quella occidentale 10.300 algerini.

Su un totale di centocinquemila arrivi illegali oltre le frontiere dell’UE, ad oggi la conta di decessi nel solo 2021 ha raggiunto il numero inconcepibile di 2500 vittime. Sono cifre che popoli evoluti e votati alla tutela umanitaria, sedicenti paladini mondiali del diritto, non possono tollerare.

Lukashenko risponde a Borrell minacciando di chiudere i rubinetti del gas, bloccandone gli approvvigionamenti all’Europa. Mentre il monito di Franklin Delano Roosevelt rimbomba sui muri già eretti, e che presto i polacchi costruiranno: “Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, e tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati”. Una lezione che fatichiamo ancora ad apprendere.