- Dall’11 al 13 settembre saremo a Campobasso per la nostra festa nazionale
Dall’11 al 13 settembre saremo a Campobasso per la nostra festa nazionale. Saranno tre giorni di confronto, di politica, di comunità. Ci saranno i nostri compagni, dirigenti e militanti da tutta Italia,
e ci saranno ospiti importanti, esponenti delle diverse anime del centrosinistra con i quali vogliamo discutere senza formule precostituite del futuro della coalizione e, soprattutto, del futuro del Paese.
Partiamo da una convinzione: il centrosinistra deve tornare a parlare delle cose concrete.
Prima dei nomi, delle leadership, delle formule e dei perimetri vengono i problemi delle persone. Il costo della casa, le difficoltà dei giovani che vogliono costruirsi un futuro, il peso fiscale che grava su partite Iva e lavoratori autonomi, il lavoro, la sanità, i salari, le nuove disuguaglianze. È da qui che una coalizione che ambisce a governare deve ripartire.
A Campobasso porteremo le nostre tre proposte socialiste. Un Piano Casa che utilizzi anche una quota degli extraprofitti di banche e assicurazioni per aiutare i giovani ad acquistare un’abitazione, recuperare il patrimonio immobiliare pubblico e sostenere chi affronta affitti sempre più pesanti. Un Fondo nazionale per i giovani, la ricerca e l’innovazione, finanziato attraverso un contributo di equità dei grandi colossi del web, per sostenere startup, università, borse di studio, nuove competenze e talenti. E una riforma fiscale per partite Iva e lavoro autonomo che superi meccanismi di anticipazione delle imposte troppo gravosi e restituisca ossigeno a professionisti e piccoli imprenditori.
Sono proposte sulle quali stiamo raccogliendo adesioni e firme in tutta Italia. Non pretendiamo che siano le uniche risposte possibili. Vogliamo che siano un contributo socialista alla costruzione di un programma comune e un invito a tutto il centrosinistra a misurarsi sui problemi reali.
Discuteremo anche di primarie. Per noi, però, l’ordine delle questioni non può essere rovesciato. Prima viene il progetto, poi viene la leadership. Le primarie hanno senso se servono a scegliere chi dovrà interpretare un programma condiviso, non se diventano una conta tra gruppi dirigenti o un regolamento di conti interno alla coalizione.
Pd, Movimento 5 Stelle e Avs rappresentano una componente fondamentale del centrosinistra, ma per costruire un’alternativa larga e competitiva occorre coinvolgere pienamente anche le culture socialista, riformista, cattolica, liberaldemocratica, civica ed europeista. Non per aggiungere sigle intorno a un tavolo, ma per allargare idee, rappresentanza e consenso.
A Campobasso vogliamo dire questo alla coalizione: ripartiamo dalle cose concrete. Costruiamo insieme alcune priorità riconoscibili, diciamo agli italiani cosa vogliamo fare nei prossimi cinque anni e con quali strumenti intendiamo farlo. Poi discuteremo di chi dovrà guidare questa sfida.
La politica torna credibile quando riesce a migliorare concretamente la vita delle persone. È su questo terreno che i socialisti vogliono dare il proprio contributo. Ed è da Campobasso che vogliamo rilanciare questa sfida.