Cronaca

Romanzieri Poeti e Cultori delle Arti Marziali, terzo incontro nazionale

Si è svolto domenica 14 novembre a Torino il terzo incontro nazionale del Gruppo Romanzieri Poeti e Cultori delle Arti Marziali.
Un gruppo variegato e trasversale di amici da tutta Italia, nato solo pochi mesi fa, ma che in breve tempo ha già prodotto due sillogi poetiche e un’antologia di brevi racconti. Queste opere sono disponibili online e il ricavato delle vendite è integralmente devoluto ad Amnesty International.
Luogo del ritrovo è stata l’Accademia della Boxe, storica palestra torinese in cui si allevano giovani promesse del pugilato italiano.
Il fondatore del gruppo, Franco Fratini, sostiene che le parole valgono quanto un buon colpo dato con maestria. Il coach Roberto Lavecchia è parimenti convinto che la boxe sia di per sé poesia allo stato puro.
Del resto anche Ernest Hemingway, Jack London e Arthur Cravan erano già da tempo d’accordo su questo. Senza dimenticare gli scritti di Pasolini e della Oates, che ancora oggi regalano emozioni intense sull’ambiente affascinante del pugilato.
La prima silloge, Prigioniero delle Coscienze, ha raccolto poesie incentrate sui diritti umani negati a Patrick Zaki. La seconda, Oltre il Blu, è un florilegio di altre poesie dedicate al riscatto necessario e auspicabile delle donne afghane.
La terza, Giù la Maschera, è una poliedrica raccolta di brani in prosa che esaminano il dramma del bullismo dal piano sia della vittima che del carnefice, nonché delle istituzioni.
Viviamo tempi cinici, spesso crudeli: sapere che un Gruppo di cultori del Bello, sia esso Letteratura sia esso Sport, dedichi spazi di vita a sostenere cause umanitarie col semplice uso della penna, è una curiosa novità.
La prossima tappa sarà focalizzata sui Bambini Speciali, quelli che troppo spesso compatiamo ed emarginiamo. Magari, se è vero che la lingua ferisce più della spada, vogliamo augurarci che stavolta la penna scuota gli animi come un gancio ben assestato.
Insomma, c’è gente che si appella al diritto con un bel colpo dritto, come sosteneva De Coubertin: “lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”.