Cronaca

Sanità: a rischio la filiera della distribuzione farmaceutica

Di Ragesoss - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3605923

Costituzione Italiana, articolo 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Farmindustria – Egualia – Assoram – ADF – Federfarma Servizi – Federfarma – Assofarm. Tutte le sigle della filiera farmaceutica italiana, dalla produzione alla distribuzione a “valle”, lanciano l’allarme sulla drammaticità dei rincari.

 

I rincari

Prima il caro materie prime seguito dal caro carburanti, oggi il caro energia ed il deprezzamento dell’euro; un susseguirsi di criticità che sta mettendo a rischio le forniture farmaceutiche dell’intero sistema Paese.

Le Associazioni chiedono che la filiera della salute venga considerata comparto essenziale, al quale assicurare continuità e sostenibilità nelle forniture. Non solamente gas, energia elettrica e carburanti per il trasporto, ma anche misure in tal senso tra le priorità dell’agenda politica dell’attuale e dei prossimi governi.

“Solo in questo modo – si legge nel comunicato di filiera – sarà possibile garantire le cure ai cittadini, evitando rischi di carenza di terapie in Italia e all’estero“.

 

La crisi in “soldoni”

Le richieste non sono peregrine ma supportate da dati oggettivi. Gli operatori della filiera sono costretti ad assorbire internamente gli aumenti dei costi per il mantenimento dei servizi di produzione e distribuzione. Loro, a differenza di altri, non possono abbassare le saracinesche.

Dal 2020 si è assistito al crescente aumento dei prezzi di produzione. Oggi, rispetto all’anno scorso, l’energia è aumentata del 600% ed i materiali del 35-40% .

Se gli effetti di questa onda anomala riguardano la produzione, va peggio alle aziende della distribuzione primaria, intermedia e finale del farmaco. I costi, legati sia ai mezzi di locomozione che ai sistemi di refrigerazione a ciclo continuo, non sono più sostenibili.

Questo scenario, in assenza di concrete misure di sostegno, mette seriamente a rischio la prosecuzione dell’attività che garantisce la distribuzione del prodotto “salute” in tutte le città d’Italia.

 

Le richieste della filiera health

A chi propone aumenti della tassazione a carico delle imprese di settore queste ultime rispondono. “Loro” non possono trasferire i maggiori costi derivanti dai rincari poiché i prezzi dei medicinali con prescrizione sono negoziati o fissati per legge. I dati Istat, inoltre, dimostrano che rilevata la riduzione dell’1% dei prezzi al consumo rispetto al 2021, si assiste ad una inflazione dell’8,4%.

Per queste ragioni Farmindustria – Egualia – Assoram – ADF – Federfarma Servizi – Federfarma – Assofarm, sollecitano l’adozione di misure urgenti a sostegno della produzione e distribuzione dei farmaci durante questa crisi straordinaria.

 

I pericoli del non far nulla

I possibili rischi di una politica attendista potrebbero portare all’insostenibilità economica di determinate produzioni o al taglio dei servizi di distribuzione, questo causerebbe l’aggravarsi di carenze e indisponibilità di farmaci; si pensi alle farmacie rurali che spesso costituiscono il principale presidio sanitario dei piccoli centri.

In vista dell’autunno e con la necessità di garantire le nuove campagne vaccinali, sia contro il Covid che contro le influenze stagionali, è indispensabile assicurare alla comunità la disponibilità di medicinali, vaccini, dispositivi medici e prodotti sanitari.

Il diritto alla salute, dunque, passa anche attraverso la sostenibilità economica di un intero comparto produttivo e distributivo.