Società

’Teste di monopattino’. Una eredità del governo Conte II

Una delle tante sgradite eredità del governo Conte II, oltre alla ‘vendetta’ contro la Lega di Salvini, e successivamente perfino contro i soci fondatori del Movimento 5Stelle, prima Davide Casaleggio, e poi Beppe Grillo, sono stati i Bonus per acquistare i monopattini elettrici, che hanno letteralmente scatenato l’ignoranza nella maggior parte delle persone che ne fanno uso. Le ‘teste di monopattino’ girano veloci e indisturbate fregandosene di tutto e di tutti: parcheggiano come barbari, sfrecciano a velocità folle nel traffico urbano, salgono sui marciapiedi, provocano incidenti a non finire e via dicendo. Non si capisce chi abbia voluto aiutare il governo di allora con questo Bonus: le fameliche buche romane che, dopo i motorini trovano più digeribili i monopattini, l’inquinamento a scapito dei parcheggi già ultra selvaggi, i produttori di questi surrogati del velocipide…o chi altro?! Ciò che invece capiamo perfettamente è l’aver incentivato quella maleducazione di cui certo non avevamo bisogno. I problemi delle città d’arte, per esempio, non sono più l’acqua alta a Venezia, gli ambulanti abusivi nel centro storico a Firenze, piuttosto che gli sgangherati trasporti urbani a Roma, ma le ‘infette zanzare monopattino’ finanziate, udite udite, con i quattrini dello Stato. Ovviamente, solo dopo che i grillini ci avevano meditato sopra, e successivamente dato il via al governo di allora perché autorizzasse immediatamente quella campagna Bonus di cui oggi paghiamo le conseguenze. Ora, tutti vogliono correre ai ripari con una serie di obblighi e divieti che, alla fine, renderanno antipatico il figlioletto del velocipide tanto amato da molti italiani. Le ‘teste di monopattino’, per esempio, non metteranno il casco se venisse reso obbligatorio, in quanto non potrebbero più mostrare il loro bel testone; insomma, il rischio è che non li compri più nessuno, o quasi, a meno che non diano la possibilità di poterlo sostituire con i brillantini catarifrangenti da posizionare sui capelli, unendo la certezza di essere individuati da lontano…ed anche al look! Altrimenti del Bonus rimarrà solo un libidinoso ricordo per coloro che li hanno prodotti, e guadagnato, per reale concessione pentastellata. Accidenti, e i monopattini che fine faranno? Beh, rimarranno abbandonati sui marciapiedi delle città italiche come il monumento simbolo dell’ignoranza e della maleducazione, con sotto la didascalia ‘teste di monopattino’…correva l’anno 2020.