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Angela Bertamino, dal talento alla certezza: il teatro italiano applaude un’attrice di qualità

  • Fino a qualche tempo fa la critica parlava di una sorpresa. Oggi Angela Bertamino è una certezza

Dopo le esperienze tra teatro, musica e fiction televisive, l’attrice napoletana è impegnata nella tournée nazionale de Il sindaco del rione Sanità, con la regia di Geppy Gleijeses. A dicembre l’atteso appuntamento al San Ferdinando di Napoli.

Fino a qualche tempo fa la critica parlava di una sorpresa. Oggi Angela Bertamino è una certezza. Una certezza di qualità, di stile, di talento. Un’attrice che ha saputo costruire, passo dopo passo, un percorso artistico riconoscibile, senza scorciatoie, affidandosi alla formazione, alla disciplina e soprattutto a una passione autentica per il palcoscenico.

La conferma arriva dalla nuova, importante esperienza teatrale che la vede impegnata nella tournée nazionale de Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo, con la regia di Geppy Gleijeses, una produzione del Teatro di Napoli e di Dear Friends.

Bertamino interpreta Geraldina, portando la propria sensibilità artistica all’interno di uno dei testi più intensi e complessi della drammaturgia eduardiana. Un’opera che continua a interrogare il pubblico sul rapporto tra giustizia e legalità, potere e coscienza, autorità e responsabilità individuale.

Dopo il debutto al Teatro di Sulmona, lo scorso 17 ottobre, lo spettacolo è impegnato in una tournée che attraversa alcune delle piazze più prestigiose del teatro italiano. Dal Teatro Strehler di Milano al Teatro Verga di Catania, dalla Sala Umberto di Roma al Teatro Piccinni di Bari, dove l’attrice si trova in questi giorni.

A dicembre arriverà anche l’appuntamento al Teatro San Ferdinando di Napoli, un ritorno particolarmente significativo nella città che ha accompagnato la formazione artistica di Bertamino e che rappresenta uno dei luoghi simbolo della tradizione teatrale di Eduardo De Filippo. Un’occasione per ritrovare il pubblico napoletano dopo le esperienze sui palcoscenici nazionali.

Per Angela Bertamino è un altro tassello di una crescita professionale che appare sempre più solida. Diplomata al Teatro Nazionale di Napoli, ha saputo alternare esperienze teatrali e televisive, partecipando a produzioni Rai come Un posto al sole, I bastardi di Pizzofalcone 3 e Roberta Valente.

Ma sarebbe riduttivo raccontarla soltanto come attrice di prosa. Bertamino è anche cantante e conduttrice, un’artista capace di attraversare linguaggi diversi mantenendo una propria identità espressiva.

Lo dimostra la recente esperienza in Festa di Piedigrotta di Nello Mascia, uno spettacolo musicale nel quale ha recitato, cantato e ballato, confrontandosi con una tradizione popolare napoletana ricca di storia e suggestioni. Appena conclusa quella esperienza, è arrivato il nuovo impegno con il teatro di Eduardo.

Non è soltanto una questione di versatilità. È la capacità di passare da registri differenti, dal teatro musicale alla drammaturgia più impegnativa, senza perdere intensità e credibilità. Una qualità che appartiene agli interpreti capaci di mettere la propria personalità al servizio dei personaggi, e non il contrario.

Già in precedenti esperienze, tra cui il lavoro teatrale dedicato alla figura di Caravaggio, Bertamino aveva mostrato una particolare attenzione alla costruzione scenica e alla ricerca espressiva. Un percorso nel quale la curiosità artistica si accompagna alla volontà di misurarsi con sfide sempre nuove.

Il teatro napoletano continua così a esprimere interpreti capaci di confrontarsi con il panorama nazionale. E Angela Bertamino rappresenta una delle voci interessanti di questa generazione: radici solide, formazione rigorosa, apertura a linguaggi differenti.

L’appuntamento di dicembre al San Ferdinando sarà anche l’occasione per misurare, davanti al pubblico di casa, la maturità di un percorso che continua ad arricchirsi di esperienze e riconoscimenti.

Se ieri era una promessa da seguire, oggi è una presenza artistica da riconoscere. Perché il talento può sorprendere una volta, ma sono lo studio, la continuità e la qualità delle scelte a trasformarlo in una certezza.