Stamattina sfogliavo i giornali che ripotavano in prima pagina le ultime notizie dal fronte afgano, ed ho letto con una buona dose di rabbia che i talebani si mostrano sempre più repressivi nei confronti della popolazione. E pensare che sono trascorsi solo pochi giorni dalla prima conferenza stampa dove ci eravamo illusi ci fosse un minimo di umanità che faceva ben sperare rispetto alla volta precedente, quando nel 1996 presero il potere in gran parte dell’Afghanistan come barbari dell’anima. Invece, a distanza di poche ore, si è compreso che vogliono piegare immediatamente il popolo alla legge della sharia: questo dopo anni di libertà ed un’intera generazione educata all’occidentale, in quanto è cresciuta ed ha studiato in un Paese libero dove ora, i giovani sconcertati, si chiedono perché stia accadendo tutto ciò. Soprattutto se lo chiedono le donne nubili dai 16 ai 45 anni, che d’improvviso vengono prelevate di notte nelle case, piegate alla sharia e gettate come oggetti in pasto agli uomini con la stessa violenza di un uragano. Si, anche loro si chiedono perché. Se lo chiedono, inoltre, tutti gli uomini che hanno lavorato onestamente per le organizzazioni internazionali, oggi obbligati a nascondersi o a fuggire, per la crudeltà con cui vengono rimproverati ed interrogati; non che le une e gli altri non conoscessero le leggi coraniche che chiedono, al pari di altri ordini religiosi, comportamenti etici nella morale, ma mai violenti! I giovani della ‘generazione Z’ sono attoniti due volte, la prima per l’integralismo della sharia e la seconda in quanto non capiscono il motivo per cui l’Occidente sia corso in aiuto dei loro padri, per poi abbandonarli ai talebani per giunta lasciandogli in eredità una quantità di armi sofisticate spaventose con cui minacciano gli stessi afgani. In questo ultimo caso il mondo intero si chiede il perché di così tanto inconcepibile ed ingiustificabile dilettantismo da parte soprattutto degli americani, almeno all’apparenza! Ecco, mentre stamattina leggevo le ultime notizie dal fronte afgano, ero felice di abitare nel mio piccolo mondo ovattato e mi chiedevo quanto fossi fortunato a vivere in Europa. Oltre a capire d’improvviso, come una finestra che si spalanca per un colpo di vento, perché i profughi di guerra, dall’Est all’Ovest e dal Nord al Sud del mondo, vogliono venire nel Vecchio Continente…accontentandosi solo di campare in pace! In me si sono dissolte completamente le ipocrisie di coloro che desiderano aiutare i profughi a casa loro; infatti, in Afghanistan, li abbiamo aiutati ed illusi allo stesso tempo, dato l’infausto esito del nostro essere solidali con coloro che hanno bisogno! Ma soprattutto in me si sono dissolte le critiche ad un’Europa che ho spesso definita pasticciona e piena di difetti; per carità, quello che penso è certamente vero però non vorrei mai cambiarla con nessun altro luogo al mondo dove vivere…e come lo penso io, lo pensano tutti i disperati del pianeta aggiornati in tempo reale sui fatti del mondo attraverso un cellulare.
Chiosa: l’esperienza afgana che viviamo in diretta nelle ultime ore ci deve insegnare che quando iniziamo ad aiutare un Paese, perché possa uscire dalla guerra, crescere e prosperare, non possiamo togliergli la sedia proprio nel momento che si stava per sedere!