Società

Anche nei paesi ricchi c’è tanta povertà infantile

Foto wikipedia Di Jacob Riis (May 3, 1849 - May 26, 1914) - Taken from http://www.spartacus.schoolnet.co.uk/USAriis.htm, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=602304

Qualche giorno fa ho parlato su l’Avanti dei bambini italiani sempre più poveri. Una situazione che fa comprendere la gravità della situazione. Se già i bambini vivono in uno status di povertà oggi, che futuro avranno nel loro domani? La povertà nel mondo dei bambini purtroppo è un complesso problema che riguarda il mondo intero, anche nei paesi definiti ricchi. Sembra assurdo ma è così. Infatti secondo un’analisi pubblicata dall’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, la disuguaglianza economica nei paesi benestanti è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici negativi tra bambini.

L’analisi spiega che tra i paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto, la nostra Italia si posiziona al 22° posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero. Si colloca al 30° posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%. Dati molto allarmanti che devono portare ad una sana riflessione i governanti della Terra.

Per il dettagliato rapporto c’è un forte legame tra livelli più elevati di disuguaglianza economica e la salute dei bambini. Purtroppo i bambini che crescono nei paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a un’alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti.

Unicef sottolinea: “Mettendo in evidenza i dati relativi ai paesi dell’Unione Europea, il rapporto sottolinea inoltre che solo il 58% dei bambini appartenenti a famiglie che rientrano nel quintile più povero della popolazione gode di ottima salute, rispetto al 73% di quelli appartenenti al quintile più ricco. Il rapporto evidenzia una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento scolastico. Osserva che i paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. Nei paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di disuguaglianza. Queste disparità tra i vari paesi si riscontrano anche all’interno dei singoli paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle famiglie più povere. In media, l’83% dei quindicenni appartenenti al quintile più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura, rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero”.

 

Agrippino Castania