L'editoriale

Avanti PSI, dal deserto dei consensi al tabellone nazionale

A volte, in politica, anche un piccolo riquadro può raccontare una storia molto più grande. Quello comparso nei sondaggi elettorali accanto al nome di Avanti PSI dice, innanzitutto, che un partito che fino a ieri sembrava non esistere per i grandi numeri oggi torna a essere misurato. È ancora in fondo alla graduatoria, certo. Ma c’è.

E in politica, dopo anni di assenza, esserci è già un fatto. Dietro quel dato non ci sono scorciatoie, operazioni di palazzo o improvvise campagne mediatiche. C’è il lavoro paziente di una struttura politica che ha scelto di parlare un linguaggio concreto, educato, fatto di programmi, proposte e di una linea politica riconoscibile. E c’è la tenacia del segretario Enzo Maraio e dei suoi collaboratori, impegnati a ricostruire uno spazio socialista in un sistema politico nel quale, per troppo tempo, il socialismo italiano è rimasto ai margini. È una traversata del deserto che non può essere raccontata soltanto attraverso le percentuali.

Perché dietro una percentuale, soprattutto quando si riparte da zero o quasi, c’è un lavoro territoriale, ci sono persone, amministratori, militanti, incontri e una comunità politica che prova a rimettersi in cammino. Per anni i socialisti hanno avuto una particolare capacità: quella di dividersi, di guardarsi con diffidenza e, talvolta, di farsi più male di quanto non ne abbiano ricevuto dalla politica italiana. Anche per questo il ritorno di Avanti PSI nel campo dei soggetti rilevati dai sondaggisti assume un significato che va oltre il numero. Ora il confronto cambia. Entrare nel tabellone significa poter essere osservati, interrogati, invitati a spiegare cosa si vuole rappresentare.

Significa avere davanti una platea nazionale alla quale presentare idee e proposte. E significa, soprattutto, che la parola “socialista” può tornare a essere associata non soltanto alla memoria di una stagione politica, ma anche a una proposta per il presente. Bettino Craxi appartiene alla storia del socialismo italiano e alla storia della Repubblica. Ma nessun partito può vivere soltanto della propria memoria. La sfida per Avanti PSI sarà proprio questa: trasformare una tradizione politica in una proposta contemporanea, capace di parlare ai problemi dell’Italia di oggi e alle inquietudini di chi non si riconosce nelle formule già sperimentate. Il sondaggio, dunque, non è un traguardo. È una porta che si apre.

E dietro quella porta comincia la parte più difficile: trasformare la visibilità in presenza, la presenza in consenso e il consenso in una forza politica riconoscibile. Sarebbe interessante, allora, vedere Enzo Maraio confrontarsi finalmente anche nei dibattiti televisivi nazionali, non per rivendicare semplicemente un posto nel tabellone, ma per spiegare agli italiani quale idea di Paese intendano costruire i socialisti. Perché il dato di oggi può essere piccolo. La storia che racconta, invece, potrebbe essere soltanto all’inizio.