L'editoriale

Emma, Campobasso e la sfida di unire le culture del progresso

Avevamo immaginato la Festa nazionale dell’Avanti! di Campobasso come un luogo nel quale provare a mettere insieme culture, storie e sensibilità diverse. La notizia della scomparsa di Emma Bonino dà oggi a questa scelta un significato ancora più profondo.

Per questo abbiamo deciso di aprire la nostra Festa nel suo ricordo e di dedicarle questi tre giorni di confronto e di politica.
Socialisti e radicali hanno condiviso una lunga storia. Non sempre siamo stati d’accordo, naturalmente. Ma abbiamo combattuto insieme molte battaglie di libertà, di civiltà e per i diritti. Emma è stata una protagonista straordinaria di quella stagione e di quella storia. Anche recentemente abbiamo condiviso un pezzo di strada, fino alle ultime elezioni europee.

Ricordarla, però, non può essere soltanto un esercizio della memoria. La politica migliore rende attuali le lezioni del passato. E quella storia ci dice che culture politiche diverse possono incontrarsi quando hanno il coraggio di riconoscere ciò che le unisce.È esattamente il tema che vogliamo porre a Campobasso.

Il centrosinistra non ha bisogno soltanto di sommare sigle. Deve costruire una sintesi. Deve essere largo, plurale, riformista, laico e progressista. Deve mettere insieme socialisti, democratici, ambientalisti, cattolici democratici, radicali, liberali e civici. Non cancellando le differenze, ma trasformandole in una forza comune.

C’è un’immagine di Emma Bonino che, per me, vale più di molti documenti politici: la fotografia con Papa Francesco. Due storie profondamente differenti, due mondi apparentemente lontani, capaci di incontrarsi nel dialogo, nel rispetto e nella centralità della persona.
Può sembrare un’immagine distante dalla politica quotidiana. Per noi è invece quasi un manifesto. Perché racconta il metodo di cui abbiamo bisogno: non chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità, ma cercare ciò che può unire.

La Festa dell’Avanti! nasce anche con questa ambizione. Abbiamo scelto Campobasso e il Molise perché vogliamo partire dalle aree interne e dai territori che troppo spesso la politica considera periferici. Porteremo le nostre proposte concrete per i giovani, per la casa e per i professionisti.

Discuteremo di diritti civili e libertà economiche, di amministrazione, territori, riformismo e alleanze. Proveremo soprattutto a dimostrare che la sinistra può tornare a essere credibile se alle battaglie di civiltà sa affiancare quelle per la crescita, il lavoro, l’innovazione e le opportunità.

È questa la sintesi che dobbiamo cercare. Non un centro da occupare, ma un metodo per governare. Non moderazione delle idee, ma capacità di far dialogare idee diverse dentro un progetto di cambiamento.

In queste ore il nostro pensiero va alla comunità di +Europa, a Riccardo Magi, ai Radicali e a tutte le persone che con Emma hanno condiviso battaglie e speranze.

Noi socialisti la ricorderemo a Campobasso nel modo che riteniamo più giusto: continuando a discutere, a cercare sintesi, a costruire ponti. E continuando a batterci per una società più libera.

Perché forse proprio questa è la lezione più importante che Emma ci lascia: le differenze non devono impedirci di camminare insieme quando la direzione è quella del progresso.